Venezia, i residenti di via Garibaldi contro la movida notturna

In poche centinaia di metri sei bar e tre ristoranti: musica fino a mezzanotte e i clienti sui tavolini all’esterno dei locali anche fin dopo le due
CECCHETTI INTERPRESS/GF.TAGLIAPIETRA VENEZIA, 28.07.2012.- VIA GARIBALDI, BAR "TRANI" E BAR "EL REFOLO"
CECCHETTI INTERPRESS/GF.TAGLIAPIETRA VENEZIA, 28.07.2012.- VIA GARIBALDI, BAR "TRANI" E BAR "EL REFOLO"

Soprattutto per i giovani, ma anche per i meno giovani, punto di riferimento per le serate estive sta diventando via Garibaldi, dove in poche centinaia di metri si concentrano ben sei bar e tre ristoranti, tutti con i tavoli sull’ampia strada voluta nell’Ottocento da Napoleone. Una zona densamente abitata, come e forse ancor più di campo Santa Margherita, e dove sta montando la protesta di decine di famiglie con la casa che si affaccia su via Garibaldi a causa del rumore: musica fin dopo mezzanotte e il vociare dei clienti ai tavolini dei locali, alcuni dei quali restano aperti anche fin dopo le due della notte.

«Quando chiediamo un po’ di educazione», spiega uno dei residenti, «ci dicono che stanno lavorando, ma questo non può giustificare tutto. Io, credo, si debba trovare un giusto equilibrio tra il guadagno e la possibilità di vivere in tranquillità». I cittadini stanno formando un Comitato, sulle orme di Santa Margherita, e si sono già rivolti ad un avvocato, che ha già spedito la prima lettera di diffida ad alcuni dei dodici locali, quelli che oltre a tenere aperto fino nel cuore della notte, hanno risposto con arroganza prima alle richieste poi alle proteste di coloro che abitano nei pressi dei locali in questione. Prima di chiedere l’intervento dei vigili urbani hanno anche chiamato i tecnici per misurare il livello del rumore e la macchina ha dato ragione a chi protesta: il limite dei decibel previsti per le zone abitate in orario notturno sarebbe stato ampiamente superato.

«La settimana scorsa», racconta un altro residente, «sono rientrato con mia moglie intorno a mezzanotte: davanti alla mia porta d’ingresso c’era piazzato un tavolino con sei persone e quando ho protestato il titolare non ha fatto una piega». «Venerdì notte», gli fa eco un’altra voce, «era circa mezzanotte e mezza e c’era ma musica che veniva altissima dall’interno del locale, naturalmente ho chiesto di spegnere e soltanto dopo alcuni minuti l’hanno fatto. C’è da considerare che il locale che sta sotto di me non ha il soffitto insonorizzato e quando alzano il volume della musica, e succede spesso, il mio pavimento trema tutto e non solo non riesco a dormire ma neppure ad ascoltare la televisione».

«Uno dei locali chiude intorno all’una e mezza-due della notte», conclude un terzo abitante di via Garibaldi, «e poi al mattino riapre alle sei, sei e mezza, e già alle sette arrivano i clienti per caffè e cappuccino. Ma non sono tanto i clienti a fare rumore, almeno a quell’ora, ma i dipendenti del bar che sistemano i tavolini e le sedie all’esterno. Quindi, per dormire io e la mia famiglia abbiamo quattro o cinque ore perché spesso ci addormentiamo quando chiude il bar e ci svegliamo quando riapre». Sono stufi e ora hanno deciso di mettersi assieme per ottenere di essere ascoltati.(g.c.)

Argomenti:movidafeste

Riproduzione riservata © La Nuova Venezia