Palais Lumière, appartamenti con vista già in “vendita”

Pierre Cardin non si ferma. Il vecchio leone di San Biagio di Callalta, ha sempre più fretta.
A Parigi ha già iniziato a promuovere il Palace Lumière. Nelle vetrine di tutti gli spazi “Pierre Cardin” della capitale francese campeggia un manifesto con il rendering del progetto, con tanto di numero di telefono per informazioni su: appartamenti, spazi commerciali, hotel, ristoranti, bureaux, cinema e parcheggi.
In realtà molti dei punti espositivi parigini con il marchio “Pierre Cardin” sono chiusi e sembrano in stato di abbandono, tant’è che il manifesto formato gigante campeggia dietro le saracinesche a maglia. Non però nella lussuosa Faubourg St. Honoré dove sono in distribuzione anche brouchure con la promozione delle varie superfici che saranno messe sul mercato, compresi gli appartamenti con vista su Venezia. Almeno questa è la speranza dello stilista che può contare sull’appoggio di Orsoni, Zaia, Zaccariotto. Non è poco, anche se il fronte del no e dei perplessi sembra in crescita.
In ogni caso, la corsa contro il tempo di Pierre Cardin non si ferma, nè davanti alla bocciatura dell’Enac e tantomeno di fronte alle polemiche che regolarmente accompagnano ogni grande progetto che riguarda Venezia. Va avanti così fin dai tempi di Le Corbusier, per cui nulla di nuovo sotto il sole. Ma senza scomodare i mostri sacri dell’architettura e ricordare tutti i progetti pensati e mai realizzati, da ultimo la Porta d’acqua di Frank O. Gehry, Pierre Cardin, come noto, dall’alto dei suoi 92 anni, pone anzitutto un problema anagrafico. Per cui il conto alla rovescia è già partito.
Dopo il pressing sull’Enac, per convincere l’ente a rivedere il parere negativo, si attende ora una seconda risposta, che dovrebbe arrivare già domani prima del Consiglio comunale che, tra le altre cose, è chiamato a votare la delega al sindaco Orsoni a partecipare alla Conferenza di Servizi (in programma il 26 luglio in Regione).
I dubbi sono sempre quelli, legati al sovradimensionamento del progetto, a partire dall’altezza. Quei 245 metri proiettati verso il cielo nell’area dell’ex prima zona industriale di Porto Marghera, superano di 110 il limite per la sicurezza fissato dall’Enac.
La legge è legge, ma dopo l’altolà al Quadrante di Tessera, è il secondo no che arriva dall’ente guidato da Vito Riggio ai grandi progetti sul tappeto in città. Veti che gli ambientalisti accolgono con un sospiro di sollievo, ma che inequivocabilmente condizionano le scelte.
Di per sé lo sviluppo verticale delle città sembra un valore ormai acquisito in tutto il mondo, anzitutto per consumare meno territorio. Renzo Piano sostiene che oggi si può arrivare senza problemi fino a 700 metri. Per ora il Comune di Venezia sta a guardare, di grattacieli si è solo parlato. Sul piatto c’è il Palais Lumière. Un’opportunità da cogliere al volo? Oppure, troppo grande per Venezia? In cifre, significa un investimento complessivo di 2,3 miliardi e a regime 7 mila posti di lavoro. Una maxi torre composta da 60 piani abitabili con 284 residenze private, alberghi per 34 mila metri quadri, un auditorium da 7 mila posti, 72 ascensori , un ristorante panoramico da 650 posti, un multicinema da 1.600 persone, 4 ettari di giardini pensili. E molto altro a partire dalla cittadella della Moda e del Disign.
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