La torre di Cardin piace a tutti

di Massimo Tonizzo
MARGHERA
Bella e utile, darà un prestigio internazionale a Marghera e, sopratutto, potrà creare tanti nuovi posti di lavoro. La torre che Pierre Cardin vorrebbe costruire a Marghera, nella ex prima zona industriale, piace a quasi tutti. C’è un coro quasi unanime di giudizi positivi tra le bancarelle del mercato e in piazza Municipio.
“E’ una iniziativa di grande qualità e che porterà lavoro per molti”, dice Maria Antonietta Zandonà, che in piazza Mercato non è venuta come acquirente ma nel ruolo “istituzionale” di addetta ai biglietti de frequentatissimo gazebo gestito dal Marghera Opera Festival.
“Sarà una torre che per Marghera significherà pubblicità positiva, un richiamo mondiale enorme ”aggiune “speriamo si possa superare per questo al più presto i dubbi mossi dall’Enac per la sua altezza”. “Ben vengano novità come queste a Marghera” le fa eco Alberto Tognon, nota voce “polemica” del quartiere, ma in questo caso in accordo con il progetto. “E’ una soluzione giusta”dice “per i problemi evidentissimi di carenza di lavoro in questo difficile periodo di crisi. Costruire quel palazzo servirebbe anche a realizzare , finalmente, un collegamento diretto dalla nuova area di Fratelli Bandiera all’Ospedale dell’Angelo”.
Sergio Cazzin, ex autista e vecchia gloria del Mestre Calcio, al contrario di chi lo ha definito , dal punto di vista architettonico, «un trabiccolo di cattivo giusto”, loda in particolare l’aspetto estetico del Palais Lumiere: “La torre mi sembra bella e moderna e le novità positive sono sempre ben accette. Bisognerà però rivedere del tutto la viabilità stradale nelal zona interessata e creare corsie sicure anche per biciclette e pedoni”.
Al mercato c’è anche Mario Zanetti, storico bassista degli “Uragani” che commenta: “Andare avanti con l’innovazione non può che essere positivo”, mentre Mery Castaldello dei “Ragazzi della Panchina”, impegnata a preparare la festa serale, spera “che non resti un’operazione compiuta a metà, ma sia realizzata con testa e criterio, pensando alla gente e al quartiere”.
Si danno il turno a parlare, invece, i due amici Giampaolo Ruffini e Roberto Cecchetto concordi sull’utilità ma anche sulla paura che anche la torre di Cardin finisca per essere una grande opera incompiuta. “ Marghera si trova in una situazione difficile” dicono Giampaolo e Roberto “ben vengano quindi investimenti come questo per risollevare il quartiere” dice Giampaolo, e Roberto aggiunge che: “Dove investe il privato, i tempi sono più veloci ed i costi contenuti rispetto al rincaro delle opere pubbliche. Basta fare l’esempio a Venezia del recupero realizzato a Palazzo Grassi”. “Questa nuova opera darà spazio ai giovani”, dice, infine, Luisa Bastianello, “sia come occupazione nei negozi e nelle infrastrutture, sia, data la fama di Cardin, ai giovani operatori della moda che potranno trovare terreno fertile. E magari ci sarà lo spazio per portare qualche bella iniziative culturale e qualche sfilata”.
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