Ex ospedale al mare e darsena Baita e Mossetto: ce ne andiamo

Lettera durissima di Real Venice 2 al Comune: «Siete inadempienti, ci teniamo i 61 milioni» Scaduti i termini, mancano bonifica e la realizzazione del nuovo Monoblocco. Bilancio a rischio
Ospedale al Mare (Lido) L'attuale edificio che ospita il punto di primo intervento
Ospedale al Mare (Lido) L'attuale edificio che ospita il punto di primo intervento

L’operazione Lido rischia di saltare. E il nuovo centro turistico nell’ex Ospedale al Mare, insieme alla grande darsena di San Nicolò, potrebbe andare in archivio. Svolta clamorosa nella vicenda dei progetti del Lido. La società Real Venice 2, che ha firmato con il Comune il contratto per l’acquisto dell’Ospedale al Mare, ha deciso di non sottoscrivere il rogito. Decisione comunicata con una lettera inviata al sindaco Giorgio Orsoni e firmata dai vertici di Est Capital. Il 15 giugno sono scaduti i termini per la realizzazione delle clausole previste per lo sblocco del deposito cauzionale e la firma del contratto di rogito», è la sostanza, «dunque ci ritiriamo dall’affare». Sia una minaccia per ottenere qualcosa o una decisione definitiva, l’iniziativa della Est Capital di Mossetto ha creato non poca agitazione a Ca’ Farsetti. Il mancato versamento dei 61 milioni di euro – di cui 54 già in banca come deposito cauzionale vincolato – potrebbe dare il colpo definitivo al bilancio del Comune, che quei soldi li ha già considerati spesi nella manovra 2012. Le due contestazioni mosse dalla finanziaria al Comune riguardano il mancato avvio della bonifica dei terreni – i cui costi sono a carico del Comune, che si rivarrà sull’Asl 12 e sulla Regione – e il mancato arrivo dei permessi di costruire per la nuova struttura sanitaria che dovrebbe sostituire il Monoblocco, da abbattere secondo i progetti di est Capital. Inadempienze che giustificherebbero secondo gli acquirenti la rescissione del contratto.

Il Comune ha risposto per le rime, e adesso la questione è in mano ai legali. Quali sono i motivi della rottura tra Comune ed Est Capital? «Le indempienze di Ca’ Farsetti», si limitano a dire gli investitori, tra cui figurano oltre alla finanziaria di Gianfranco Mossetto (titolare del 20 per cento delle quote della Real Venice 2 anche le imprese del Mose Mantovani, Condotte e Fincosit. In realtà il malumore cova da mesi. Esasperato dai tanti attacchi arrivati ai progetti del Lido dai media nazionali e stranieri. «Così togliamo le mani dalla città», si sfoga uno degli imprenditori, «e i cento milioni di investimenti li portiamo altrove». Potrebbe essere anche un tentativo di abbreviare i tempi o di modificare parti del contratto. «Questo è escluso», dice il vicedirettore generale del Comune delegato per l’operazione Lido Luigi Bassetto, «il contratto è stato firmato ed è valido. Da parte del Comune non c’è stato alcun adempimento contrattuale dunque noi andiamo avanti. Confidiamo nel buon senso». La parola adesso passa agli avvocati. secondo Est Capital si tratta di responsabilità del Comune se il progetto del Monoblocco non va avanti. «Non possiamo rispondere di ritardi su un progetto alternativo che non ci è mai stato presentato», replicano a Ca’ Farsetti, «come fa il Comitato tecnico della Regione a esprimere un parere su un progetto che non c’è?». Fatto sta che dopo anni di polemiche furibonde e contestazioni adesso il progetto dell’ex Ospedale al Mare rischia seriamente di saltare. Anche all’epoca della firma dei contratti preliminari le imprese avevano espresso malumori per i tempi lunghi e le difficoltà ad ottenere il via libera su alcune realizzazioni edilizie, a cominciare dalla Favorita. L’area verde era stata alla fine stralciata dal pacchetto complessivo. L’Ospedale venduto mantenendo una serie di vincoli sul teatro Marinoni, sulla chiesetta e sugli accessi garantiti al pubblico nel nuovo centro turistico. Ma è la prima volta che Real Venice-Est Capital-Mantovani mette nero su bianco la volontà di andarsene.

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