Venezia, invasione di sedie e tavolini da bar. Caos nei campi

“Pianini” paralizzati e plateatici nel caos, con un pullulare di autorizzazioni - spesso provvisorie - che fanno sì che sedie e tavolini, con l’arrivo della bella stagione, stiano invadendo campi e calli del centro storico, al di là di ogni logica e di ogni regola.
Spuntano tavolini in questa pagina, spuntano tavolini addossati addirittura alle murature laterali della Basilica dei Frari, quando, secondo le norme dettate anche dalla Soprintendenza, i sagrati in vicinanza delle chiese dovrebbero essere liberati dai plateatici. O in Campo San Giovanni e Paolo la “sfilata” dei tavolini all’aperto, un bar dietro l’altro è tale che arrivando da Barbaria delle Tole non si riesce praticamente più a distinguere la facciata della Scuola di San Marco. O, ancora, in Campiello degli Squelini, a due passi da Ca’ Foscari, i tavolini troneggiano in campo facendo riferimento a un bar che si trova nella calle successiva. Per non parlare della “militarizzazione” commerciale imperante in Riva del Vin, dove si passa ormai in un corridoio, circondati da due blocchi ininterrotti di tavolini.
Tutto nasce da un vuoto normativo nelle concessione dei plateatici a Venezia, che va avanti ormai da un anno perché i Pianini predisposti dalla Giunta precedente per una quarantina di aree cittadine, fissando limiti e criteri per l'occupazione di suolo pubblico, non sono stati di fatto attuati dalla nuova giunta. Prima un rinvio per approfondimento, poi un congelamento e infine un abbandono, con il nuovo assessore al Commercio Carla Rey a proporre un nuovo provvedimento sull’uso del suo pubblico, bloccato dalla Municipalità - con cui andrebbe concordato - che non capisce l’abbandono dei pianini dei plateatici già pronti e non è d’accordo neppure sui nuovi criteri che si vorrebbero adottare, con i plateatici che dovrebbero lasciar sgombra almeno 4 metri di strada, dovrebbero star lontani dalle facciate principali degli edifici pubblici e religiosi fino alla mezzaria della strada o dei campi, lontano dai sagrati. Vige invece di fatto una “deregulation”, dove, all’insegna della discrezionalità, si permette in sostanza di tutto, approfittando dello stallo. E ne è indignato l’assessore al Commercio uscente e attuale segretario della Cgia di Mestre Giuseppe Bortolussi, che quei piani per gli spazi ad uso pubblico aveva predisposto.
«Erano pronti, bastava applicarli. - spiega - Fissavano criteri certi anche per il futuro, concordati con la Soprintendenza, con una leggera riduzione degli spazi e la garanzia della percorribilità pedonale e il rispetto per i monumenti. È evidente che c’è qualcosa che non va dal punto di vista amministrativo, la nuova giunta non vuole applicarli e fioriscono, intanto, le autorizzazioni provvisorie, con ampi margini di discrezionalità. Io uscivo periodicamente con i vigili a controllare i possibili plateatici “selvaggi”.
È evidente che a qualcuno - a cui si è concesso un ruolo che forse non doveva avere - quei pianini non piacevano. Si vuole invece la confusione e l’affollamento? E’ una scelta, padronissimi, ma il risultato è quello che vediamo anche in questi giorni. Ferma anche la proposta del consigliere comunale del Pd Jacopo Molina di regolazione dei plateatici da portare in Consiglio comunale, e illustrata anche alla Municipalità. La proposta punta a rendere più chiaro il meccanismo delle concessioni, consentendo il rilascio in 24 ore, rendendo più agevole la gestione dello spazio in concessione, garantendo il monitoraggio periodico delle occupazioni di suolo pubblico. «Evidentemente - spiega il consigliere - si preferiscono i provvedimenti-tampone sui plateatici, ma così non si va lontano. È chiaro che il problema è politico».
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