«Opendata, il Comune “regali” tutti i suoi archivi»

La zampa del leone marciano aperta su un tablet è il simbolo del nuovo movimento civico online, che chiede libero accesso a tutti i dati della pubblica amministrazione: «Così si crea sviluppo ed occupazione»

VENEZIA. Si chiama #opendatavenezia ed un’iniziativa civica di “pressione digitale” affinché il Comune di Venezia riversi tutti i suoi archivi in rete, mettendoli liberamente a disposizione di tutti, anche a scopi commerciali.

«I dati della Pubblica amministrazione non sono una sua proprietà, ma sono dati dei cittadini», commenta Gianluigi Cogo, responsabile del progetto opendata della Regione Veneto, che ha creato il portale dati.Veneto.it. «Oggi molti dati sono visibili, ma non utilizzabili dai cittadini: vanno condivisi liberamente perché così il Comune stimola anche lo sviluppo e nuove start-up», sottolinea il consigliere comunale Simone Venturini, firmatario di una mozione in tal senso in discussione in Consiglio comunale.

Ma come un dato può creare economia? «Ad esempio, con la banca del Centro maree uno sviluppatore potrebbe creare un’app che ti indica sul cellulare il percorso “asciutto” in caso di acqua alta», commenta Roberto Scano, consulente del ministero per l’Agenda digitale. «Oppure ci sono privati che potrebbero stampare e vendere l’enorme patrimonio cartografico che il Comune ha», insiste Luca Corsato, dipendente comunale esperto in Accessibilità web, «oggi un tipografo che voglia copiare una mappa comunale per tracciare su un depliant il percorso per un albergo - e ci è stato richiesto - non lo può fare». «A me servivano dati sulla sanità per la mia tesi di laurea in Statistica e non li ho potuti utilizzare», commenta Francesco Zulian.

«#opendatavenezia è un’iniziativa civica di un gruppo del tutto trasversale di cittadini», osserva Federico Oggian, «ci richiamiamo alla cultura partecipativa del governo aperto alla collaborazione dei cittadini al progetto decisionale. Abbiamo scelto come logo la zampa del leone marciano aperta su un tablet per indicare partecipazione».

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