Noalesi a rischio infarto fumatori, sedentari e obesi

NOALE. Più di un noalese dovrebbe mettersi a dieta e fare più attività fisica. Se poi eliminasse anche le sigarette, sarebbe meglio. Il tutto a vantaggio del cuore. Questo il quadro che emerge nel convegno all’interno dell’ospedale cittadino, dove sono stati resi noti i risultati della ricerca dal titolo «Il progetto cuore a Noale».
Si tratta di un’indagine italiana condotta sullo stato di salute della popolazione, partita nel 2008 e che si concluderà nelle prossime settimane. Il tutto rientra nell’iniziativa continentale European Health Examination Survey, uno studio pilota per raccogliere e analizzare campioni di cittadini e valutarne le condizioni. Sono 13 i Paesi partecipanti e l’Italia aderisce con l’Istituto superiore della sanità. Nelle regioni monitorate, sono state esaminate duecento persone fra i 25 ai 64 anni, divisi in modo equo fra maschi e femmine. Nel Veneto, sono stati estratti Motta di Livenza (Treviso) e, appunto Noale.
A tutti gli abitanti interessati, sono stati misurati il peso, l’altezza, la circonferenza, fatto l’esame del sangue per misurare i lipidi, l’emocromo e la glicemia. Inoltre sono stati sottoposti all’elettrocardiogramma, alla spirometria e alla densitometria ossea, per stabilire la presenza di calcio. E il quadro che ne esce, è, per gli esperti, abbastanza preoccupante. Il 30 per cento è sedentario, mentre il 13 per cento degli uomini è obeso, 12 per cento le donne. E chi fuma, invece, è il 18 per cento uomo e il 19 per cento donna. Tutti fattori di rischio per il cuore. Se a questo aggiungiamo il consumo di sale, uno dei «nemici» del nostro organo vitale, si capisce come si debba stare attenti per preservarlo a dovere. Nell’indagine è emerso come un uomo ne consumi 11 grammi al giorno e una donna 8, in linea con la media nazionale, mentre l’Organizzazione mondiale sanitaria (Oms) ne consiglia 5. «Il dato», dice Simona Giampaoli dell’Istituto superiore della sanità, «si spiega con l’uomo che, in media, mangia più di una donna. A tutti i cittadini interessati, abbiamo consigliato quali stili di vita adottare. Ricordiamo che chi presenta rischi bassi per il cuore, deve continuare a mantenerli tali: la salute è un bene prezioso». Ora partirà una campagna preventiva. «Si lavorerà con la popolazione», spiega la direttrice del dipartimento Cardiovascolare dell’Asl 13, Donatella Noventa, «e sarà creata una rete tra i medici. Sedentarietà significa malattie».
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