«Controllare i fondi per le grandi opere»

Tracciabilità precisa di tutti i finanziamenti pubblici erogati per la realizzazionme di infrastrutture. Vendita degli immobili pubblici e dismissione di sedi di ministeri. E la nomina di un...

Tracciabilità precisa di tutti i finanziamenti pubblici erogati per la realizzazionme di infrastrutture. Vendita degli immobili pubblici e dismissione di sedi di ministeri. E la nomina di un commissario «non politico» all’Anas, l’Agenzia nazionale strade, «ente appaltante più grande d’Europa». E’ la ricetta del professor Luigi Marsullo, cofondatore del Nucleo di Valutazione degli investimenti pubblici del Cipe, consulente della commissione europea e in passato di molti ministeri italiani. Nel suo intervento al convegno sui «Progetti So-Nor, finanziamenti delle infrastrutture» che si è tenuto nei giorni scorsi a Venezia, il professore ha lanciato una proposta di «risparmi reali» sulla spesa pubblica. «Ho scritto una lettera al presidente del Consiglio Monti», ha detto, «con un decalogo molto semplice di cose da fare. Se davvero c’è la volontà si potrebbero in quel modo risparmiare miliardi e non pochi milioni di euro come è stato annunciato a partire dal 2015». primo obiettivo, le opere pubbliche. A Venezia e nel Veneto non mancano, a cominciare dal Mose (5 miliardi e mezzo di euro), dalle strade, autostrade, adesso le ibnfrastrutture portuali e le bonifiche, dighe, ponti e nuovi edifici statali. «Bisogna avere la certezza», ha detto Marsullo, «che i fondi erogati siano veramente impiegati per la realizzazione delle opere come da programma. Negli ultimi anni l’Unione europea ha trasferito al governo italiano 10,7 miliardi di euro dei fondi strutturali. Il governo li ha trasferiti all’Anas. Ma come sono stati spesi?». Altri punti del decalogo di Marsullo riguardano le spese per gli affitti degli uffici ministeriali. «Circa 7500 in Italia sono in affitto da privati», dice, «occorre avviare un censimento locale e cominciare a segnalare questi sprechi».(a.v.)

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