Il principe dei falsari atterra al Marco Polo e finisce in manette / FOTO

Cristiano Barozzi, principe di Santorini, ieri si è costituito ai carabinieri dopo il suo arrivo al Marco Polo. Abbronzato, elegante nell’atteggiamento e vestito in maniera il 70enne veneziano, ritenuto dai carabinieri di Mestre, la mente di innumerevoli furti di opere d’arte nelle abitazioni di nobili e ricchi. È sbarcato alle 18.25 con un volo proveniente da Santo Domingo, via Madrid.
Non ha battuto ciglio mentre i carabinieri lo accompagnavano all’sterno dell’area arrivi del Marco Polo e ha fatto solo alcuni sorrisi a chi gli chiedeva come andava. Signorile e imperturbabile nella camminata di un centinaio di metri fino all’auto dell’Arma.
Portato in caserma a Mestre è stato quindi trasferito, dopo la fotosegnalazione e la consegna dell’ordinanza di custodia cautelare, in carcere a Santa Maria Maggiore. Finisce così la sua latitanza nel paese sudamericano iniziata qualche mese fa quando ha capito che i carabinieri del maggiore Salvino Macli avevano scoperto la sua organizzazione. Il gruppo di personaggi che grazie alle sue conoscenze aveva messo a segno clamorosi colpi di opere d’arte a casa di nobili. Molti dei quadri rubati erano stati poi sostituiti con copie.
l sospetto è che sia lui la mente dei furti in alcuni palazzi in laguna e in due ville a Schio e a San Pietro di Stra per i quali sono finiti nei guai due domestici cingalesi, il fotografo della Soprintendenza di Padova Claudio Mella e un altro fotografo, il veneziano Claudio Celadin. Il gruppo aveva adottato un sistema originale perché i proprietari non si accorgessero dei furti: prima del «colpo» penetravano nella casa presa di mira grazie alla collaborazione del domestico, fotografavano il dipinto, lo riproducevano a grandezza naturale, lo ritoccavano con i pennelli e i colori, quindi lo sostituivano con l'originale che loro si portavano via. Nessuno dei proprietari, infatti, si era accorto che mancava qualcosa: ad avvertirli sono stati i carabinieri di Mestre, che hanno condotto le indagini, dopo che uno dei due domestici cingalesi si è pentito e ha confessato tutto. I primi a finire in manette sono stati i due extracomunitari e Barozzi, molto noto in laguna perché non c'era una festa alla quale non partecipasse assieme alla bella moglie, lo deve aver saputo, così ha deciso di andarsene, volando fino a Santo Domingo, dove un amico lo ha ospitato. Quando è stata firmata anche per lui l'ordinanza di custodia cautelare si è scelto un difensore, l'avvocato veneziano Vittorio Usigli, che ha anche presentato ricorso al Tribunale del riesame. Evidentemente il legale in questo mese si è mosso e Barozzi ha deciso di rientrare in Italia, pur sapendo che lo attende il carcere.
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