Aperture domenicali: «Il primo maggio no, o sarà sciopero»

Domenica di lavoro nei centri commeriali e di lunghe file di auto per accedervi. Ieri nel pomeriggio per arrivare al Valecenter in auto bisognava fare oltre un chilometro di coda. Ma ieri è stata anche una giornata di lavoro per i primi studenti assunti dal gruppo Pam con contratto domenicale. Come spieghiamo accanto sono un’avanguardia dei circa 3-400 studenti che il gruppo intende assumere grazie alle liberalizzazioni.
Per quanto riguarda le festività nazionali, invece, dopo lo shopping di Pasquetta, tocca adesso al 25 aprile, festa della Liberazione e, a Venezia, giorno dedicato al patrono San Marco. Una festività alla quale i veneziani sono molto legati. Le grandi catene commerciali però, non ci sentono. Sulla scorta della deregulation hanno comunicato che in linea di massima, rimarranno tutti aperti, come se fosse un giorno qualsiasi ed è possibile che qualcuno, venda pure il “boccolo”.
Il Centro commerciale Le Barche di Mestre sarà aperto, così come il tempio dello shopping di Marcon, il Valecenter, ma anche il Panorama di Marghera e l’Auchan di Mestre. A ruota seguiranno le aperture di piccoli supermercati o negozi, che vorranno essere competitivi e non farsi fagocitare dalla grande distribuzione.
Il primo maggio però, festa dei lavoratori, ancora non è dato sapere cosa farà la maggior parte delle catene. Il centro commerciale Valecenter dovrebbe rimanere chiuso, come gli altri templi dello shopping, ma è possibile un cambio di marcia all’ultimo momento.
«Mercoledì 25 abbiamo scelto di rimanere aperti», spiega Francesco Giusto, direttore delle Barche «sul primo maggio ci pronunceremo nei prossimi giorni». L’intenzione delle Barche sarebbe quella di non aprire, ma poi entrano in campo altri fattori. Tutti si guardano attorno, attendono di vedere le modifiche al cartellone dei competitor, soppesano e alla fine scelgono.
Il Veneto Designer Outlet di Noventa di Piave, ad esempio, ha già confermato che sarà aperto, lo stesso potrebbe valere per il Panorama di Marghera. Ma comunicazioni ufficiali finora, non ne sono state date.
«Da quanto sappiamo», interviene Monica Zambon, segretaria generale della Filcams Cgil «il 25 aprile i centri rimarranno aperti praticamente tutti, il primo maggio sarà una bella sfida, ancora non si sa chi sceglierà di aprire. Noi non staremo con le mani in mano, è una data troppo importante. Martedì abbiamo convocato un attivo dei delegati del settore, anche perché queste non sono più aperture domenicali, dovrebbero essere chiamate aperture festive a tutti gli effetti. I problemi però permangono: i dipendenti non hanno l’obbligatorietà di andare a lavorare, ma la questione è legata a forme occupazionali che sono sempre ai margini del contratto di lavoro e i grandi centri del consumo possono tirare avanti per una giornata anche con la metà del personale. Panorama», prosegue, «sta facendo da apripista attraverso “l’educazione al consumo domenicale” con incentivi premianti, come il 20 per cento di sconto, un escamotage per trasformare in abitudine la spesa festiva, lo stesso fanno altri con gli sconti. Abbiamo in mente di mettere in campo forme alternative di protesta sia il 25 aprile, perché tocca la sensibilità del territorio, che il primo maggio, dove proporremo due giornate di sciopero».
«Siamo rassegnati ad attendere la Corte Costituzionale», commenta amaro il direttore di Confesercenti, Maurizio Franceschi.
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