Palacinema, spiragli di accordo per colmare il «buco» entro luglio
Si profila, sia pure a fatica e con tempi ancora da stabilire, un accordo bonario tra Stato e Comune da una parte e Sacaim dall’altra per chiudere il “buco” del cantiere del Palacinema. Né le amministrazioni pubbliche, né l’impresa veneziana ora in amministrazione straordinaria che era impegnata nella realizzazione dell’opera e che ha subìto recentemente la rescissione del contratto da parte del commissario al Palacinema Vincenzo Spaziante, sembrano infatti intenzionati a impegnarsi in un lungo contenzioso in Tribunale dagli esiti e dai tempi incerti per entrambi. Il problema però è economico, perché per chiudere la partita, rientrare in cantiere e ricominciare, la Sacaim chiede comunque il riconoscimento dei maggiori oneri subìti anche per le vicissitudini del cantiere con il ritrovamento dell’amianto, che hanno fatto accumulare ritardi e lievitare i costi. Un problema legato anche alla fretta con cui fu aperto il cantiere del nuovo Palazzo del Cinema - sperando di chiuderlo nel 2011 per i 150 anni dell’Unità d’Italia - e alle carenza di indagini e carotaggi che avrebbero permesso di accertare subito la presenza di amianto, ritrovato a profondità limitate, che avrebbero evitato di iniziare i lavori nell’area. Un punto delicatissimo, su cui lo stesso Spaziante ha declinato ogni responsabilità, affermando che le decisioni in merito erano state prese prima del suo arrivo. Le penali per i ritardi accumulati conteggiate dalla Sacaim ammonterebbero già a circa a venti milioni di euro (oltre ai 35 già spesi nei lavori finora. Si è appunto alla ricerca di un’intesa.
Ma una parte di ciò che la Sacaim reclama potrebbe essere trasformato in nuove commesse di lavoro legate alla riapertura del cantiere, iniziando appunto a chiudere intanto il “buco” nell’area di fronte all’ex Casinò, in vista della prossima Mostra del Cinema.
Nel frattempo il Comune ha avviato nuove indagini sui residui di amianto ancora presenti nello scavo, per valutarne quantità ed effettiva pericolosità e decidere come procedere per la chiusura del “buco”, chiudendolo l’amianto in una sorta di “sarcofago”. Il raggiungimento dell’accordo con la Sacaim è comunque la premessa indispensabile per il nuovo accordo di programma tra Comune, Regione e Stato per la prosecuzione del cantiere del Palacinema e la risistemazione di tutta l’area della Mostra, come chiede anche la Biennale, che intanto stanzierà di tasca sua oltre due milioni di euro per il nuovo restyling del Palazzo del Cinema attuale, con il rifacimento del foyer e la distruzione dell’attuale Sala Volpi, in vista dell’ampliamento - ma solo dal prossimo anno - della Sala Darsena, l’ex Palagalileo. Ma bisogna fare presto per chiudere il “buco” entro luglio.
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