San Giuliano, amianto nel canile

Rischio amianto a San Giuliano. Le foto scattate da alcuni volontari dentro il «Rifugio del cane» che sorge a bordo laguna, proprio in fianco al parco di san Giuliano, fanno pensare al peggio e fanno presagire dei possibili e seri rischi per la salute dei cani che vi sono ospitati, ma anche per i volontari che ci lavorano e i frequentatori del vicino parco che potrebbero inalare le fibre cancerogene trasportate dal vento. Tant’è che il consigliere comunale dell’Udc, Simone Venturini, dopo aver visto le foto e ascoltato le denunce di alcuni volontari che dedicano la loro vita al salvataggio dei cani abbandonati, ha preparato una interrogazione che presenterà lunedì in consiglio.
«Le tettoie di Eternit che ancora coprono le gabbie dove vengono tenuti i cani», dice il consigliere comunale, «possono rilasciare le micidiali fibre killer dell’amianto e minare la salute di animali e persone. Proprio per questo chiederò che vengano attivate le necessarie verifiche sullo stato delle coperture di cementoamianto da parte di enti e autorità competenti. Se queste verifiche confermeranno che le tettoie rilasciano fibre d’amianto, sarebbe evidente che ci troviamo davanti ad un serio problema di salute pubblica che necessita di un adeguato e immediato intervento per rimuovere le tettoie stesse e il rischio sanitario che il loro mancato smaltimento continua a causare alla città».
Le testimonianze raccolte tra i volontari parlano anche di «evidenti segnali sul pessimo stato di salute dei cani, molti dei quali muoiono dopo atroci sofferenze, forse proprio per le grandi quantità di fibre che respirano dentro le gabbie e che trovano nell’acqua contaminata che gocciola dai tetti nelle ciotole dove si abbeverano».
Gli stessi volontari hanno già messo a punto una denuncia-esposto che presenteranno al Servizio di igiene e sanità pubblica dell’Asl 12, allo Spisal e alla Procura di Venezia, in cui segnalano che «l'impasto di cementoamianto che costituisce l’Eternit, generalmente del tipo crisotilo, in concentrazione di circa il 15%, può rilasciare fibre di amianto se abraso, segato, perforato o spazzolato, oppure soltanto deteriorato dal passare degli anni».
Come è noto - soprattutto dopo il recente processo che ha inferto una dura condanna ai dirigenti della società che produce l’Eternit, per le morti avvenute tra gli ex dipendenti della fabbrica di Casale Monferrato - le strutture che contengono amianto sono state messe al bando definitivamente nel 1992 proprio per la loro pericolosità in quanto possono causare in chi le respira, anche in quantità limitate, una grave forma di cancro, il mesotelioma pleurico e l’ asbestosi. Il Rifugio del cane di San Giuliano ospita circa 400 animali abbandonati o ceduti dai padroni stessi. Si tratta di una struttura privata, gestita dall'Associazione Veneta Zoofila in convenzione con il comune di Venezia e l’Asl 13 (Riviera del Brenta) che garantiscono circa 300 mila euro di finanziamento annuo ai quali si aggiungono le offerte di cittadini ed enti.
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