Rischio prescrizione «Accelerate il processo C&C»

Traffico di rifiuti pericolosi smaltiti come inerti nei cantieri Il 25 giugno inizia l’appello, udienze da finire entro agosto

MALCONTENTA. Un’istanza urgente alla Corte d’Appello perché fissi un calendario estivo concentrato di udienze ed eviti così la prescrizione - che scatterà ad agosto - di uno dei più clamorosi processi per traffico di rifiuti pericolosi nel Nordest, «smaltiti» come inerti nei cantieri dei lavori pubblici di mezza Italia. Il caso è quello della C&C di Malcontenta. A lanciare l’allarme è l’avvocato Elio Zaffalon, legale del Comune di Monselice, una delle 19 parti civili del procedimento, che ha scritto al presidente della prima sezione penale per chiedergli di «fissare il calendario delle udienze, in modo tale che il II grado possa venire definito entro il luglio 2012» e non far finire tutto prescritto, come se nulla fosse mai accaduto. «Nel caso», scrive Zaffalon, «dando la precedenza a questo processo rispetto altri a scadenza più lontana, data la straordinaria gravità ed allarme sociale degli illeciti ambientali» contestati. La prima udienza del processo d’appello è in calendario per il 25 giugno: ma si tratta di un processo con 11 imputati e una montagna di contestazioni, oltre alle parti civili.

In primo grado - a parte il titolare della C&C, Fabrizio Cappelletto, che aveva patteggiato 3 anni - gli altri 11 imputati avevano ricevuto condanne per 40 anni, con 2 milioni e 360 mila euro di risarcimento provvisionale alle parti civili (enti locali e associazioni ambientaliste, cittadini) in attesa della causa civile per il risarcimento. «Che non c’è mai stato, vista la difficoltà di recuperare le somme: tutto è fermo anche su questo piano», conferma l’avvocato Zaffalon. Al centro del processo, durato mesi, il traffico clandestino di rifiuti pericolosi partiti dai due stabilimenti della «C&C» di Malcontenta e di Pernumia di cui era titolare Cappelletto. Tra le pene inflitte in primo grado: 5 anni anni a Loris Conti, 4 e mezzo a Luciano Rossi e Graziano Chiarentin, 4 anni e 3 mesi a Flavio Bragato, 3 anni e 9 mesi a Paolo Salvagnin ed Enrico Vella, tre anni e 8 mesi a Sebastiano Lovison, tre anni e sei mesi a Giovanni Busolin e Mauro Barbetta, due anni e 9 mesi a Carlo Davi e sei mesi a Giancarlo Goldin. Il Comune di Pernumia aveva chiesto 12 milioni per bonificare i siti dove le ditte incriminate hanno utilizzato i rifiuti della «C&C» mescolati al cemento, quello di Padova tre milioni e mezzo (per il cavalcavia di via Camerini, poi bonificato) e quello di Mira (un milione) per bonificare cavalcavia, strade, piazze.

Roberta De Rossi

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