Grandi navi, Clini convocato in Senato per le alternative

Le Grandi navi al Senato. La commissione Ambiente di palazzo Madama ha convocato in audizione il ministro per l’Ambiente Corrado Clini per il 23 marzo. Dovrà esporre la sua idea di legge Speciale nell’ambito della nuova proposta di legilslazione per Venezia, firmata dal senatore veneziano del Pd Felice Casson. Ma, soprattutto, spiegare ai senatori a che punto sta il progetto per i percorsi alternativi alle grandi navi in laguna.
«Si dovranno valutare attentamente e in modo trasparente le alternative possibili», dice Casson, «e comparare i costri benefici prima di avviare avvio a studi e progetti. Un fatto è certo: la situazione attuale non potrà durare a lungo. Occorre mettere un limite al passaggio delle navi troppo grandi davanti a San Marco».
Per il momento l’unico progetto proposto dall’Autorità portuale è quello di scavare il canale Contorta Sant’Angelo, portandolo da 2 a 10 metri di profondità. La navi potrebbero così raggiungere la Marittima da Fusina, entrando dalla bocca di Malamocco invece che dal Lido. Ma in questi giorni altre ipotesi si fanno strada. Come quella di ricavare un terminal a Marghera, oppure di adeguare il Vittorio Emanuele, canale scavato a inizio secolo, molto più largo del Contorta. Per il resto del percorso – da Malamocco alla Fincantieri – il tragitto sarebbe possibile, dal momento che le grandi navi costruite a Marghera adesso escono proprio da quel canale, come la Costa Fascinosa appena varata (114 mila tonnellate) o l’ammiraglia da 134 mila che sarà costruita in aprile. Negli ultimi anni ne sono uscite 22 di navi da quel canale, la più piccola da 70 mila tonnellate. Dunque, è possibile. Ma ci sono altri problemi da valutare. Il Comitato Grandi navi esibisce dati e statistiche, e ribadisce che mantenere i bestioni del mare dentro la laguna – pur con entrata diversa – non risolverebbe il problema. «Resterebbero l’ inquinamento e l’ erosione», scrive in un comunicato il portavoce Silvio Testa, «meglio puntare sulla piattaforma off shore anche per la navi da crociera, fuori dalle bocche di porto. In laguna e alla Stazione Marittima dovrebbero entrare soltanto gli yacht e le navi di tonnellaggio e pescaggio giudicato compatibuile con il recupero morfologico della laguna».
Dibattito che si riaccende, e che ora approda in Senato. Intanto a Chicago il sindaco Giorgio Orsoni, in trasferta per parlare di trasporti e sviluppo sostenibile all’assemblea dell’Ocse, ha rilanciato l’idea di mettere una tassa sulle grandi navi. «per gli autobus turistici la Ztla ha avuto successo, perché sono diminuiti», ha detto Orsoni al convegno Ocse, «adesso intendo mettere la Ztla anche per le grandi navi da crociera». Progetto dello scorso anno, legato alla necessità da parte del Comune di ricavare nuove risorse in periodo di tagli e di crisi. Un euro a passeggero, tassa minima per entrare nalla Ztl, vorrebbe dire oltre un milione di euro ogni anno. Ma manca l’accordo con il Porto, annunciato da un anno ma non ancora siglato.
Un accordo che però secondo i comitati non dovrebbe prescindere dalla ricerca della soluzione del problema grandi navi davanti a San marco. «Se pagano il ticket», dicono, «rischiano di restare. E la soluzione non arriverà mai».
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