Piscina semi-olimpionica alla stazione

Spinea. Resi noti i dettagli dell’accordo. De Pieri (5 stelle): «Ma l’intervento è uno scempio»

SPINEA

Dopo il 20, il 22. Spinea dà i numeri ai piani norma, i nuovi interventi che stanno cambiando il volto della città. Dopo l’inizio dei lavori del piano 20, dietro la fornace Cavasin, sono stati resi noti gli accordi relativi al 22, il più in vista, perché riguarda l’urbanizzazione dell’area, considerata strategica, di fronte alla stazione dei treni al Graspo d’Uva. Conterrà tra le altre cose anche la piscina.

Piscina. I canoni che riguardano il nuovo impianto sportivo di Spinea sono contenuti in un allegato agli accordi che detta i requisiti minimi che dovrà avere la struttura: avrà un valore di 750 mila euro, una sala di circa 900 metri quadri con due vasche, una di dimensioni semiolimpioniche da 25 metri per 12,60 e l’altra di 12,60 per 8. Poi almeno 425 metri quadrati di spogliatoi e servizi, zona d’ingresso e locali tecnici. In tutto occuperà un’area di circa 1600 metri quadrati. L’impianto sarà realizzato con una struttura in cemento armato e copertura inclinata, in parte in legno, serramenti in pvc e vetrate antisfondamento.

Piano norma. Le previsioni urbanistiche sono messe nero su bianco nell’accordo che il Comune ha sottoscritto con tre soggetti privati proprietari delle aree: la Tempo libero Srl, la Aspen Sas e la famiglia Pasqualetto. Complessivamente riguardano poco meno di 87 mila metri quadrati di terreni, di cui 23 mila destinati a beneficio pubblico. Un migliaio di metri quadrati andranno a parcheggio e 33800 destinati alla costruzione di appartamenti, negozi e strutture alberghiere per 18500 metri quadri di superficie netta di pavimento.

Disputa. Il sindaco Silvano Checchin, già due mesi fa, ha parlato del piano norma 22 come un intervento capace di rispondere a interessi prevalentemente pubblici e con l’aggiunta di criteri di sostenibilità portati dall’attuale giunta. La vedono diversamente gli attivisti del Movimento 5 stelle: «Per chiudere un contenzioso – afferma il portavoce Massimo De Pieri – hanno concesso l’ampliamento dell’area di intervento e la possibilità di realizzare maggiori superfici residenziali, commerciali e direzionali, passate dai 13.500 metri quadri del primo piano ai 18.500 attuali. La piscina è un palliativo per far digerire meglio questo scempio: per giunta non sarà nemmeno olimpionica ».

Filippo De Gaspari

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