Slitta il progetto di Alles
MARGHERA
Scontro rinviato tra la Regione, il Comune e la Provincia di Venezia sull’ennesima richiesta di autorizzazione per trattare rifiuti pericolosi e nocivi, provenienti da chissà dove a Porto Marghera, già «martoriata» da discariche tossiche, inceneritori, montagne di fanghi contaminati e immense aree da bonificare. Ieri, infatti, c’è stato un nuovo rinvio del verdetto della Commissione regionale per la Via (valutazione dell’impatto ambientale) sul progetto di Alles spa che vuole potenziare il suo impianto di via dell’Elettronica (affacciato al canale Sud) un massimo di 230 mila tonnellate annue di rifiuti di 70 tipologie diverse, molte delle quali catalogate come «pericolose». Il progetto di Alles spa (gruppo Mantovani) è stato depennato dall’ordine del giorno di ieri mattina della Commissione regionale per il Via che dovrebbe, comunque, esaminarlo in una prossima seduta.
«Non so il motivo del rinvio – ha commentato Gianfranco Bettin, assessore comunale all’Ambiente – ma resta chiara la nostra opposizione al progetto di Alles che è stato bocciato non solo dall’intero consiglio comunale, ma anche da quello provinciale e dall’Arpav. Non accetteremo mai di modificare decisioni già prese al riguardo dall’amministrazione comunale con una specifica variante del piano regolatore generale. A Porto Marghera si trattano e si possono trattare rifiuti di vario genere, ma non quell provenienti dall’esterno e per giunta pericolosi». L’impianto di Alles, in via dell’Elettronica, è già autorizzato per il «deposito preliminare, il ricondizionamento, il raggruppamento ed il trattamento chimico fisico dei rifiuti fangosi e di terre di scavo, sia pericolosi che non pericolosi» poi smaltiti in discariche autorizzate, come rocce da scavo, fanghi di dragaggio, fanghi provenienti da trattamento, bonifica e pulizia delle strade. Se il nuovo progetto verrà autorizzato aumenterà non solo la quantità di rifiuti pericolosi come i fanghi contaminati, ma anche il via vai di camion e chiatte che dovranno trasportare da fuori provincia la maggior quantità di materiali da trattare e poi portare in discarica.
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