Un «Charity shop» alla moda per aiutare le famiglie

Un “Charity shop” con vestiti di ottima qualità e a poco prezzo che aprirà i battenti domani a due passi dal Museo del Costume di palazzo Mocenigo, a San Stae. D’altronde Mary Quant, la stilista...

Un “Charity shop” con vestiti di ottima qualità e a poco prezzo che aprirà i battenti domani a due passi dal Museo del Costume di palazzo Mocenigo, a San Stae. D’altronde Mary Quant, la stilista creatrice della minigonna ripeteva sempre: «Se sei una persona elegante i tuoi negozi sono i Charity o Bazaar» e non ha mai fatto mistero della sua passione per i Charity Shop, i negozi di abiti vintage, o di seconda mano, che devolvono tutti i loro incassi nell’assistenza. Un vero e proprio fashion trend che in Inghilterra ha spinto le migliori case di moda a creare delle linee apposite. In campiello del Spezier 2035 (di fronte al ristorante “al Muro San Stae”) lo ha creato un gruppo che ha deciso di dare una mano alle famiglie in difficoltà. Si chiamerà «Tiberiade» acronimo per “Tutti in barca e riusciremo insieme a donare entusiasmo” ed è nato per iniziativa di papà e mamme della parrocchia di San Cassiano. «Cercavamo un’idea per aiutare le tante famiglie con figli del centro storico che non riescono più ad arrivare a fine mese a causa della crisi e della disoccupazione - spiega Roberto Barison, uno degli animatori di “Tiberiade” - e ci siamo resi conto che la semplice raccolta di denaro non sarebbe mai bastata. In questo modo invece potremo garantire un introito regolare per alcuni nuclei familiari in estrema difficoltà». Si tratta della seconda esperienza del genere in centro storico: la prima è sorta 7 anni fa accanto alla chiesa dei Carmini. Tutto funziona con il passa-parola ma il vintage ha già preso piede tra le donne sull’onda della riscoperta del design anni 60 e 70 che spopola anche alle sfilate: dai montoni per uomo agli abitini sopra il ginocchio, dalle giacche in tweed per bambini alle intramontabili salopette per ragazze. Se poi si aggiunge che, accanto al vero affare, l’intero incasso servirà per aiutare i propri concittadini in difficoltà, ecco che la voglia di moda diventa davvero utile. (u.d.)

Riproduzione riservata © La Nuova Venezia