Grandi navi, cinque alternative sul piatto
Subito il decreto per fermare il transito delle grandi navi sopra le 30 mila tonnellate a San Marco. E uno studio affidato a tecnici indipendenti per valutare quale sia tra le tante presentate, l’alternativa migliore. Al Senato si discute il nuovo disegno di legge (primi firmatari Cesare della Seta e Felice Casson) sul divieto di transito delle grandi navi da crociera in vicinanza delle oasi naturalistiche e delle aree protette. E torna alla ribalta la «questione Venezia». L’articolo 2 del Ddl prevede espressamente che il governo emani un decreto per limitare le stazze e il passaggio davanti a San Marco. Un impegno preso anche dal ministro per l’Ambiente Corrado Clini. Ma fino ad oggi il testo ancora non è arrivato. Così il senatore veneziano Felice Casson ha depositato ieri una interrogazione al presidente del Consiglio Monti e ai ministri Corrado Passera (Infrastrutture e Trasporti) e Corrado Clini (Ambiente). Per chiedere se risponda a verità la notizia di contrasti tra i due ministeri sull’opportunità di emanare subito un divieto.
Casson elenca anche le alternative proposte, consegnate alla commissione Ambiente del Senato durante la sua visita in laguna nel gennaio scorso. Il canale Contorta Sant’Angelo da scavare fino a 12 metri (e da allargare fino a duecento) per far arrivare le grandi navi da Fusina alla Marittima e dunque consentire l’entrata dalla bocca di Malamocco e non più dal Lido. Ma anche i nuovi terminal a Fusina-Marghera, alla bocca di Lido, il porto off shore, il porto a Malamocco nel cantiere dei cassoni del Mose. Quest’ultimo, insieme al canale da acsvare è la proposta già inviata dal presidente del Porto Paolo Costa al governo all’indomani della tragedia della Costa Concordia. Ipotesi che già muove i primi passi progettuali ad opera del Porto. Ma non tutti sono d’accordo. Perché lo scavo di quel canale a due passi da Venezia avrebbe conseguenze idrauliche notevoli.
Dunque il rischio, secondo Casson «è quello che tutto rimanga com’è per anni», visto il blocco contrapposto delle ipotesi alternative. Ecco allora la necessità di affidare uno studio scientifico comparativo a «tecnici indipendenti». «E non alle solite società operanti a Venezia», scrive Casson, «in modo da giungere a una valutazione complessiva e comparativa delle varie proposte, e dell’impatto ambientale e socio economico dei vari progetti proposti». Ipotesi che soniglia molto a quella avanzata dalla Venezia terminal passeggeri e dal suo presidente Sandro Trevisanato. «Affidiamo il giudizio a esperti europei», aveva detto in una intervista alla Nuova. Intanto il Comitato «No Grandi Navi» ha presentato un esposto alla Corte dei Conti per denunciare i danni portati alla città dal trafficio delle navi da crociera. E per venerdì annuncia una «carnevalata» al Ponte Lungo per accogliere in maschera la partenza della Msc Magnifica. (a.v.)
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