Dagli oli esausti delle cucine biocarburante per le barche

Oli esausti delle cucine di ristoranti e alberghi della città raccolti gratuitamente da Veritas e dirottati su un impianto privato di trattamento in Romea, per essere trasformati in biodiesel per le...

Oli esausti delle cucine di ristoranti e alberghi della città raccolti gratuitamente da Veritas e dirottati su un impianto privato di trattamento in Romea, per essere trasformati in biodiesel per le imbarcazioni.

Sono le importanti novità 2012 per gli esercenti veneziani, che dal Comune hanno ottenuto il declassamento degli oli di cucina da rifiuti speciali a rifiuti assimilati agli urbani: niente più onerosi smaltimenti a ditte specializzate, ma la semplice consegna degli oli (naturalmente in taniche apposite) al netturbino, secondo orari concordati con Veritas. Una rete di raccolta gratuita, fino ad un massimo di 2 mila chili l’anno per esercizio, che vale sia per gli oli di origine vegetale, sia per i grassi di origine animale, tutti destinati ad essere trasformati in biocarburante per natanti.

«Un risultato ottenuto grazie all’impegno di Confcommercio Ascom Venezia», palude la segreteria dell’associazione, «abbiamo sempre sostenuto la fattibilità della raccolta degli oli esausti da parte di Veritas: un sistema che consente agli operatori di risparmiare sui costi di smaltimento e al Comune di investire sull'utilizzazione dell'olio di scarto».

L'amministrazione ha infatti avviato una collaborazione con l’azienda - d’intesa con la Regione Veneto - per la produzione del biodisel che potrà essere utilizzato nei motori delle imbarcazioni che transitano in laguna, ad un prezzo che si annuncia paragonabile a quello del gasolio di normale derivazione, anche se al momento la rete di distribuzione non è nota.

Per Veritas - e quindi il Comune - la convenienza sta nella cessione degli oli e nel loro mancato (costoso) smaltimento in impianti dedicati per rifiuti speciali.©RIPRODUZIONE RISERVATA

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