La Memoria del passato per dire no all’intolleranza

In Campo del Ghetto la celebrazione dell’Olocausto, Luca Zaia e Amos Luzzato uniti contro il negazionismo. «Shoah, una ferita inferta alla comunità veneziana»
CAIAFFA VENEZIA 27.01.2012.- GIORNO DELLA MEMORIA IN GHETTO. NELLA FOTO AL CENTRO LUZZATO,ZAIA A DESTRA E A SINISTRA BONFANTE V.PRES. CONSIGLIO REGIONALE. INTERPRESS- (GF.TAGLIAPIETRA)
CAIAFFA VENEZIA 27.01.2012.- GIORNO DELLA MEMORIA IN GHETTO. NELLA FOTO AL CENTRO LUZZATO,ZAIA A DESTRA E A SINISTRA BONFANTE V.PRES. CONSIGLIO REGIONALE. INTERPRESS- (GF.TAGLIAPIETRA)

Inclusione. E’ questa la parola che il presidente della Comunità Ebraica Veneziana Amos Luzzato ha evocato ieri nella celebrazione della Giornata della Memoria - ricorrenza legata alla data dell’abbattimento dei cancelli del campo di concentramento di Auschwitz - in Campo del Ghetto, per dare un senso rinnovato a questa commemorazione dell’Olocausto, contro ogni tipo di intolleranza.

«La Shoah è un dolore comune, una ferita inferta alla comunità veneziana e di tutto il Paese, un’offesa alla civiltà», ha sottolineato Luzzatto, invitando a pensare al passato, al presente e al futuro e ad assumere l’impegno solenne affinchè queste tragedie non avvengano mai più. Lo ha detto, in particolare, al presidente della Regione Luca Zaia, con lui protagonista della cerimonia.

«Il Giorno della Memoria non è un rito ripetitivo - ha detto a sua volta - ma un’occasione per dire che chi tocca un ebreo tocca ognuno di noi. In particolare in questi tempi di crisi in cui si respira un clima non positivo».

Zaia ha invitato a tenere alta la guardia contro il rischio di una deriva razzista e violenta, come quella provocata dalla crisi degli anni ’20.

«Non c’è solo il rischio del negazionismo fra i giovani - ha sottolineato. - Un esempio di questo lo ha fornito in queste ore il settimanale tedesco ’Der Spiegel’, che riferendosi alla tragedia del Giglio afferma che gli italiani sono codardi e non sono una razza. Questo è inaccettabile».

Ad accogliere il governatore del Veneto, che ha deposto una corona di alloro sul monumento del Campo del Ghetto, con Luzzatto, il vicepresidente Corrado Calimani e il rabbino capo Ghili Benyamin: «Non ci sono uomini e donne primi, secondi o terzi, ma uomini e donne tutti uguali», ha sottolineato da parte sua il vicepresidente del Consiglio Regionale Franco Bonfante prima del minuto di silenzio dedicato alle vittime dell’Olocausto. Le celebrazioni del Giorno della memoria proseguiranno anche domani alle 10.30 al teatro Malibran con la cerimonia cittadina a cui interverranno ancora Luzzatto e il sindaco diVenezia Giorgio Orsoni. Dopo i discorsi, lo spettacolo “Shoah, La Musica Racconta”. Sempre domani alle 20, al Teatro Goldoni, lo spettacolo “Dai bambini di Terezil al Diario di Anna Frank, con la regia di Gianni De Luigi.(e.t.)

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