«Thetis, non ci sono soldi per la ricerca»

Piergiorgio Baita parla del futuro della società: «Tagli necessari, le risorse del Mose vanno spese solo per le dighe»

di Alberto Vitucci

Il Consorzio Venezia Nuova riduce ricerca e personale di Thetis? «Assolutamente sì», conferma il presidente di Mantovani, azionista di maggioranza del Cvn Piergiorgio Baita. Voci che si moltiplicano, quelle sul ridimensionamento della società dell’Arsenale, un tempo fiore all’occhiello delle tecnologìe marine. Se n’è andato l’ex amministratore delegato Antonio Paruzzolo, oggi assessore della giunta Orsoni. Se ne sono andati anche ingegneri e dirigenti, e molti se ne andranno tra poco. Operazione condotta dal nuovo amministratore delegato Maria Teresa Brotto, ingegnere vicentino e vicedirettore del Consorzio, di cui si discute dei possibili conflitti di interesse. «Intanto diciamo che l’ingegner Brotto non è della Mantovani, lavora da sempre al Consorzio. Le è stato affidato un compito ingrato, quello di far quadrare i conti di Thetis».

Al Consorzio la ricerca non interessa più?

«Non possiamo spendere soldi che ci sono stati dati per il Mose per fare altre cose. Sarebbe peculato per distrazione. Quelli sono soldi pubblici, e li dobbiamo spendere per il progetto Mose».

Ma la Thetis non è di proprietà del Consorzio?

«E’ di proprietà delle imprese socie del Consorzio, è cosa diversa. E le imprese vogliono sì la ricerca ma che questa ricerca sia finalizzata a risultati industriali».

Facciamo un esempio

«Se devo fare ricerca accademica perché devo farlo con una società? Mi affido all’Università o a qualche ente pubblico. Diverso è se voglio da questa ricerca ricavare un prodotto, come abbiamo fatto con le autostrade e il telepass. In quel caso la ricerca applicata produce utile».

Lei vuol dire che fino a oggi Thetis ha fatto ricerca accademica? Sono stati i primi a inventare il Gps per la laguna, peraltro mai utilizzato.

«Dico che i tempi sono cambiati. Non possiamo permetterci sedi a Pechino e Bruxelles. Il fine della nostra società non è quello di garantire gli stipendi ai dipendenti. Forse chi lavorava qui pensava che fosse una specie di comune privatizzato. Non è così».

Significa che la ricerca in laguna sarà ridotta

«Io sono favorevole alla ricerca, ma non la possiamo fare con i soldi del Mose».

Si dice di una frattura sempre più marcata tra le varie anime del Consorzio, imprese contro vecchia guardia.

«Non mi risulta. Qualcuno da Thetis è andato via perché non aveva più la fiducia della proprietà. E adesso, a due anni dal completamento, non ha più senso fare studi sul Mose».

«Neanche sulle cerniere?

«Anche quel problema è risolto. Lo dimostreremo».

Lido. Anche qui la Mantovani e le imprese del Consorzio hanno grandi partite aperte. A che punto sono i progetti della darsena a San Nicolò e dell’Ospedale al Mare?

«Tutto procede come da piani. Stiamo lavorando al progetto esecutivo, andiamo avanti».

E il buco del Palazzo del Cinema?

«L’obiettivo comune è quello di togliere quel buco. Noi abbiamo pronto un progetto che prevede nuove sale del cinema e una parte privata. Aspettiamo una risposta dal sindaco, che sta valutando se trasformare quel progetto in progetto pubblico».

Mantovani è anche lo sponsor della prossima Coppa America.

«Di questo si occupano il sindaco e il suo delegato Alberto Sonino».

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