Poste allo sfascio Bertoncello si rivolge a Monti

di Gian Piero del Gallo
PORTOGRUARO
Poste e Comune: oltre otto anni di schermaglie, di interrogativi e dopo che tanta acqua è passata sotto i ponti del Lemene, nonostante incontri, sollecitazioni e promesse, la situazione è sempre quella: la città non ha un servizio postale adeguato alla sua centralità comprensoriale. Se andrà in porto la liberalizzazione di negozi e flessibilità di orari, i cittadini potranno fare shopping, andare dal barbiere alle dieci di sera, ma non potranno usufruire dei servizi postali nel pomeriggio in quanto gli uffici sono chiusi.
L’ultima azione in ordine di tempo, promossa dal sindaco Antonio Bertoncello, sarà quella di riunire tutti i sindaci del Portogruarese che, seppur di diverse estrazioni politiche, sono accomunati dal disservizio postale. Lamentele di cittadini, di aziende ed operatori di ogni settore, hanno ormai invaso la scrivania del primo cittadino che questa volta, vista la proposta al Governo di prendere in esame anche le Poste, presentata dall’ex ministro per gli affari regionali nel governo Prodi, Linda Lanzillotta, ha la ferma intenzione di scrivere direttamente al Presidente Mario Monti ed al Ministro Corrado Passera ex amministratore di Poste Italiane, perché risolvano questa ormai decennale questione.
«Abbiamo iniziato nel settembre 2004 a segnalare la situazione disastrosa in cui si trovava l’Ufficio Postale - dice Bertoncello - inadeguatezza ripetuta nel marzo 2005 ai vertici di Poste Italiane e discussa nel consiglio comunale del 29 giugno durante il quale precisai di aver scritto direttamente a Massimo Sarmi, amministratore di Poste Italiane a Roma dichiarando che con la riapertura dell’Ufficio dopo i lavori, la situazione era peggiorata in quanto non si parlava di riaprire il servizio pomeridiano». Reclami e lamentele sono proseguiti negli anni successivi fino a luglio del 2007 quando una serie di disservizi interessarono Lugugnana, Caorle, Castello di Brussa e la stessa Portogruaro tanto che i due sindaci Antonio Bertoncello e Marco Sarto pretesero un incontro con i vertici delle Poste che avvenne in agosto. «Evidenziammo tutti i problemi nota Bertoncello - ci furono date assicurazioni che sarebbe tornata la normalità nei servizi di recapito e di stabile permanenza di personale negli uffici centrali e periferici».
Tutto però rimase come prima tanto che nel luglio del 2008 il Consiglio Comunale decise di informare della situazione il Ministero dello Sviluppo Economico. La cronaca amministrativa comunale registra che nulla è cambiato negli anni successivi, il disservizio è rimasto tale tanto che nel febbraio del 2011 ci fu l’ennesimo incontro tra sindaco e Poste che lo misero al corrente della nuova organizzazione che prevedeva la consegna dei giornali al sabato. Ma a Giugno 2011 si ripete la proiezione di un film più volte visto. «La situazione negli uffici postali è insostenibile - scrisse Bertoncello - ho visto anziani in coda per ore per un pagamento, il servizio recapito è inaccettabile». Ed a luglio dello scorso anno, ha chiesto l’ennesimo incontro con la Direzione della Poste per sapere quali soluzioni adotterà per risolvere questo decennale disagio. Dal sindaco di Pramaggiore Igor Visentin la proposta: «In questa fase di liberalizzazioni perché non dare ai supermercati la possibilità di avere al loro interno un ufficio postale telematico?».
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