La Lega sconfessa Semenzato

di Filippo De Gaspari
MIRANO
«Semenzato parla per se stesso. Le decisioni si prendono insieme con la sezione mandamentale e provinciale e non è detto che debba essere proprio lui il candidato». Il segretario provinciale della Lega Nord Paolo Pizzolato sconfessa l’ex vicesindaco sceriffo di Mirano: a quanto pare i giochi all’interno del Carroccio miranese non sono già fatti, soprattutto adesso che sembrano aprirsi le prime crepe nel movimento. Se l’obiettivo di Alberto Semenzato era quello di pungere i suoi superiori, con la bufera scatenata ieri può dire di esserci riuscito pienamente. Adesso però anche nel Carroccio miranese si apre quel regolamento di conti che a quanto pare sta contagiando tutte le sezioni leghiste d’Italia. «L’unica indicazione è che nei comuni sopra i 15 mila abitanti, cioè dove è possibile il ballottaggio, la Lega corra da sola al primo turno o comunque alleata ma con un proprio candidato sindaco – afferma Pizzolato – il punto è che non è Semenzato a deciderlo e la sezione miranese continua a interloquire con gli alleati per un eventuale appoggio. Lo fanno il segretario locale Fabiano Dalla Venezia, quello mandamentale Roberto Lazzarin e io, non certo Semenzato». Pizzolato fa inoltre sapere che quella avanzata da Semenzato ieri è a tutti gli effetti un’autocandidatura: «I nomi sono almeno quattro, imprenditori e commercianti. Ragioniamo anche su volti nuovi ma già molto conosciuti in città, potrebbe esserci anche un ricambio generazionale. Se a Semenzato questo non va bene può andare dove vuole, per come si è posto in questo frangente mi sembra che stia già ricattando». Chiamato in causa Semenzato replica con la sua proverbiale schiettezza: «Io non sono nel libro paga di nessuno. Mi sono fatto avanti per far uscire qualcuno allo scoperto e a quanto pare il tentativo è riuscito. C’è qualcuno che sta infangando la Lega nel nome di Bossi: da due anni faccio presente questa situazione in provincia di Venezia, dove negli ultimi anni chi si arroga il diritto di decidere ha solo perso consensi e vittorie già acquisite». Intanto sul fronte Pdl il coordinatore Alberto Scantamburlo aggiunge: »Niente di nuovo nelle parole di Semenzato: anche nel 2008 la Lega corse da sola al primo turno. Noi lavoriamo al nostro interno e non mancano i contatti con gli altri partiti di centrodestra, Lega compresa. Per noi l’unico punto fermo è tenere fuori chi è stato artefice della caduta della giunta Cappelletto. Ora non resta che attendere che all’interno della Lega venga fatta chiarezza: il dialogo è ancora aperto, l’obiettivo è consolidare insieme un quadro amministrativo e politico che in Veneto ha dato finora buoni frutti».
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