Il barcone Coldiretti regala cinque quintali di frutta e verdura

Pensionati in fila al pontile per godere dell’omaggio inatteso I produttori: «Blocchi, Forconi e continui rincari ci uccidono»

di Marco Petricca

La barca di Coldiretti ha distribuito ieri gratuitamente nella città storica cinque quintali di frutta e verdura. A bordo tre agricoltori che hanno deciso di regalare a famiglie e pensionati la merce invenduta e rimasta nei campi. Partito dai Tre Ponti, il barcone ha fatto tappa all’Accademia, ai Tre Archi e a mezzogiorno inoltrato ha concluso il giro davanti la mensa dei poveri Betania. Tutti prodotti a chilometro zero, il radicchio, le carote e le verze provenienti da Sant’Erasmo e la frutta di stagione dall’entroterra. E la felicità dei tanti che si sono portati a casa un sacchetto colmo di verdure e senza mettere mano al portafoglio, soprattutto dei pensionati e delle famiglie più numerose. «Non ti lasciano vivere più», dice un pensionato ai Tre Archi che ce l’ha con il «governo ladro» e mentre ringrazia stappa una bottiglia di prosecco per ricambiare l’omaggio.

Ad ogni sosta un crocchio di persone che si passa sacchetti di verdura, kiwi, mele e pere. Un «viaggio della gratuità» per il centro storico accolto dal plauso generale e da un sole generoso. Ma l’iniziativa di Coldiretti lancia un messaggio dal retrogusto allarmante: le perdite enormi a causa del blocco della circolazione dei Tir, la protesta dei Forconi partita dalla Sicilia e che sta montando nel Paese e il rincaro della spesa arrivato al 40 per cento. «Anche il Veneto non è stato risparmiato da questa paralisi», ha detto Enzo Pagliano, direttore Coldiretti Veneto, anche lui sulla barca, «si registrano difficoltà nell’approvvigionamento che impedisce il rifornimento dei punti vendita di ortofrutta, ma pure di latte e di carne. Comunque, in scala minore rispetto a quanto sta accadendo in altre regione del Nord.». E poi la difficoltà degli agricoltori che optano sempre più per la «vendita diretta», rinunciando alle piazze dei mercati cittadini, anche per risparmiare sulle spese del trasporto. «Fino a 5 anni fa riuscivamo a vivere bene», racconta Erika Guazzetta, 23 anni, che ha preso in mano l’impresa dei genitori, «ora le spese sono eccessive, ci paralizzano».

La strada è quella di ridurre i passaggi. «La filiera corta», analizza Coldiretti, «garantisce qualità, risparmio sulla spesa fino al 30 per cento e tutela l’ambiente grazie alla provenienza locale». Il 15 per cento degli agricoltori della provincia di Venezia in pochi anni sono passati alla vendita diretta, testimonia Coldiretti Venezia. «Preferiamo regalarla piuttosto che buttare la merce invenduta», dice Carlo Finotello dell’azienda agricola I sapori di Sant’Erasmo. «Già comprare solo i prodotti di stagione sarebbe meglio», aggiunge l’imprenditore, «sarebbe un modo per garantire il consumo locale e scoraggiare l’importazione da Spagna, Grecia e Marocco, che spesso sono prodotti di dubbia autenticità».

Il Veneto rimane una regione autosufficiente con 4,7miliardi di euro di produzione lorda e con 80mila imprese agricole. Un settore che dà lavoro a 60mila addetti, tra dipendenti e autonomi.

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