Scorzè, sono sedici le aree a rischio idraulico

SCORZE’
Sono sedici le aree a rischio idraulico presenti a Scorzè. Le ha elencate nell’ultimo Consiglio l’assessore all’Ambiente Albino Luise, presentando l’atto indirizzo per il piano delle acque, poi approvato senza i voti della minoranza, che ha lasciato l’aula in polemica con il sindaco Giovanni Mestriner per i suoi messaggi scritti su Facebook. Delle zone individuate, sei sono di competenza del consorzio Acque risorgive, le altre del Comune ma anche di privati e di altri enti. Nel primo caso ci sono le zone di Rio San Martino nord e sud, Sant’Ambrogio sud, scolo Desolino, Piovega Cappella e la Peseggiana. Qui Acque Risorgive è intervenuto su Rio San Martino e Cappella con la manutenzione e l’inserimento di zone golenali, mentre per la Peseggiana, la Regione sta progettando le vasche di laminazione e una deviazione del vicino canale. Nel secondo troviamo via San Benedetto, via Gallese, via Dante, il fosso al confine con Noale e via Ronchi, via Olmara, viale Kennedy e via Treviso, fosso Pamio (zone di via Colombo e via Gramsci), Dese nord, via Capitellon e la superficie tra via Venezia, via Marmolada e via Moglianese. Qui i problemi maggiori derivano dalla scarsa manutenzione, dalla mancata pulizia dei fossi e dei tombini, dal loro numero insufficiente o intasati.
Sono in corso i lavori sul fosso Pamio, dove saranno installate due vasche di laminazione per la pulizia, poi sarà riaperto il sedime originario, per permettere un deflusso migliore dell’acqua. Inoltre saranno messe 4 idrovore. Su via Ronchi si vorrebbe scavare un fossato ma l’opposizione di alcuni privati ha ritardato i lavori. Sulle vie Marmolada, Moglianese e Venezia si sta usando una vasca di laminazione da 1200 metri cubi. «L’obiettivo – spiega l’assessore all’Ambiente Albino Luise – è di approvare il piano entro un paio di mesi. Questo sarà allegato al Piano d’assetto del territorio e diverrà uno strumento per la sicurezza idraulica e per rigenerare il territorio».
Alessandro Ragazzo
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