Evasione, già 164 le segnalazioni Anche Martellago firma l’accordo

di Alessandro Ragazzo
MARTELLAGO
Sono 164 le segnalazioni di sospetti casi di evasione arrivate nel 2011 alla direzione provinciale dell’Agenzia delle Entrate dai comuni del Veneziano. I dati sono stati presentati ieri nel corso della firma del protocollo d’intesa tra la stessa Agenzia e il Comune di Martellago per la partecipazione all’attività di controllo fiscale. La lotta all’evasione si fa più dure, se è vero che lo scorso anno sono state 790 le segnalazioni a livello veneto, di cui 215 a Padova, 188 a Treviso e 164 appunto Venezia. A seguire troviamo Vicenza (127), Verona (77), Belluno (12) e Rovigo (7).
Protagonisti di questi numeri, sono i sessanta Comuni della regione che hanno firmato l’accordo con l’Agenzia delle Entrate, tra cui, per quanto riguarda la nostra provincia, Venezia, Portogruaro, Mira, Spinea, Cavallino-Treporti, Campolongo Maggiore e, da ieri Martellago. Il meccanismo è semplice: i Comuni segnalano i casi sospetti attraverso un programma, gli uomini del Fisco controllano e, nel caso in cui l’evasione fosse accertata, i Comuni incassano il 100 per cento delle sanzioni recuperate o delle imposte. E il numero delle segnalazioni è destinato a aumentare nel 2012, perché il numero d’intese tra Agenzia delle Entrate e Comuni è destinato a crescere. Dunque non c’è solo Cortina d’Ampezzo o i posti frequentati dai vip o dai turisti sotto la lente d’ingrandimento del Fisco: mai come stavolta non si guarda in faccia a nessuno. I controlli del Comune riguardano cinque ambiti. Intanto il commercio e le professioni, a partire da quelli che esercitano un’attività senza partita Iva o i sospetti enti no- profit. Poi ci sono le verifiche urbanistiche e del territorio, con contribuenti che hanno venduto aree edificabili senza dichiarare i proventi o hanno partecipato ad abusi edilizi. Si proseguirà con le proprietà edilizie e di patrimonio immobiliare, con la mancata dichiarazione di seconde o terze case, affittate senza registrare i contratti o quando si omettono le dichiarazioni Ici e Tarsu. Inoltre ci sono le residenze fittizie all’estero, con soggetti che dichiarano di abitare fuori dall’Italia ma, di fatto, continuano a mantenere i loro interessi nel territorio. Da ultimo i controlli riguarderanno i rapporti tra reddito e proprietà. Insomma, il campionario è a 360 gradi e fare i furbi non conviene. «Crediamo in questo progetto – spiega il sindaco Giovanni Brunello – perché anche i Comuni hanno il dovere di dare una mano. Come dice il famoso spot: Se paghiamo tutti, paghiamo di meno». E ne è convinto anche il capo settore dei controlli Claudio Vollono. «C’è maggiore coscienza del problema – precisa – e nessuno meglio del Comune, conosce il proprio territorio per inviarci le giuste segnalazioni.
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