«Basta pagare e si fa tutto: alt all’urbanistica contrattata»

Non si potrebbe, ma se paghi... L’associazione degli architetti veneziani lancia la provocazione. Ieri in campo Manin si sono ritrovati per protestare contro la burocrazia comunale e i tempi lunghi per avere risposte sulle pratiche edilizie. E hanno rilanciato la polemica contro le «grandi firme» che versando qualche milione di indennizzo ottengono via libera a trasformazioni vietate dal regolamento edilizio. «Abbiamo messo a punto un tariffario», dice il presidente Piero Mariutti. E fa qualche esempio. «Vuoi farti una terrazza a vasca dove non è consentito? Vuoi realizzare servizi igienici che sarebbero vietati? Oppure vuoi trasformare il tuo magazzino con porta e finestra in una alberghetto o in una vetrina commerciale? Parliamone.
E la famosa «urbanistica contrattata» che secondo gli architetti rischia di attuare «due pesi e due misure». Dunque, spiega Pierluigi Borella, «se a Benetton viene rilasciata una concessione per realizzare una terrazza a vasca sul tetto la chiediamo anche noi». «Perché monetizzare deroghe solo per opere importanti in edifici di rilievo? se dobbiamo tariffare le prestazioni della città facciamolo per qualiasi immobile». Ed ecco, sulla scorta delle tariffe della «Pensione primavera» stilate dalla tenutaria, quanto si dovrebbe pagare per ottenere di volta in volta deroghe al regolamento edilizio. «Noi chiediamo regole uguali per tutti», dice Borella. Che annuncia un prossimo esposto per vedere se le concessioni date in deroga ai Piani regolatori e ai regolamenti edilizi siano legittime. «Quello che non deve passare», dice Borella, «è la legge del più forte: io pago e faccio quello che voglio. Chiediamo regole chiare e trasparenti e niente deroghe. E diciamo no all’urbanistica contrattata».(a.v.)
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