Fontego dei Tedeschi, accordo raggiunto
Sei milioni di euro come indennizzo al Comune. Uso pubblico del cortile del Fontego dei Tedeschi e di alcuni spazi al piano terra e al primo piano per quasi 200 metri quadrati. Dieci giorni di mostre l’anno a disposizione del Comune. Sono questi i termini dell’accordo raggiunto dopo un anno e mezzo tra Ca’ Farsetti e Edizione Property, la Finanziaria di Benetton che ha acquistato nel 2009 lo storico palazzo dalle Poste per 53 milioni di euro per farne un centro commerciale. Accordo ufficializzato ieri con l’approvazione della delibera proposta in giunta dal sindaco Giorgio Orsoni e dagli assessori Ezio Micelli (Urbanistica) e Alessandro Maggioni (Lavori pubblici). La convenzione firmata tra il privato e il Comune prevede il via libera da parte del Comune alla Variante urbanistica che potrà autorizzare nello storico immobile un grande centro commerciale. «Un accordo molto importante», ha commentato ieri il sindaco, «perché consente di valorizzare uno storico palazzo della città, trasformando di fatto il suo cortile a piano terra in un altro campo di Venezia». Soddisfazione anche da parte del gruppo trevigiano, che due mesi fa aveva polemicamente lanciato un ultimatum al Comune chiedendo tempi brevi per l’avvio del progetto.
Raggiunto l’accordo sui due punti che il sindaco aveva posto come irrinunciabili. Cioè il pagamento degli oneri per la valorizzazione dell’edificio che arriverà con il cambio d’uso (sei milioni invece dei dieci richiesti all’inizio). Ma soprattutto, l’apertura ad uso pubblico del grande cortile al piano terra. «I veneziani potranno liberamente entrare, leggersi il giornale, godersi uno spazio pubblico a tutti gli effetti», dice Orsoni, «e anche ususfruire dei servizi al primo piano, tra cui la biblioteca e i bar». Operazione che secondo il sindaco ha evitato l’ennesimo albergo e porterà in città almeno 400 nuovi posti di lavoro.
Resta l’incognita della terrazza, prevista nel progetto originario firmato dall’archistar Rem Koolhas. secondo Benetton avrebbe già avuto un parere favorevole dalla Soprintendenze e l’interesse del ministero dei Beni culturali. In realtà nessun via libera è ancora arrivato da Palazzo Ducale, né dalla Soprintendenza regionale né da Roma. E’ la parte più contestata dell’intero intervento, trattandosi di un edificio del Cinquecento, già affrescato da Tiziano e Giorgione, a ridosso del ponte di Rialto. La terrazza significherebbe scoperchiare il tetto e modificare una prospettiva storica. «Non dipende da noi», dice l’assessore Maggioni, Ma abbiamo scritto che la terrazza si farà dovrà almeno essere pubblica».
Alberto Vitucci
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