Un corteo di arrabbiati contro il biogas

di Filippo De Gaspari
MIRANO
Più arrabbiati che numerosi. La protesta contro la centrale a biogas in via Porara porta in strada 150 manifestanti, quanto basta per bloccare il traffico sulla provinciale e creare due ore di disagi alla circolazione di auto e camion che attraversano Mirano.
Comitati, associazioni, liberi cittadini e partiti hanno sfilato ieri pomeriggio per dire no all’impianto che la società Bio 4 Energy di Vigonza vuole realizzare tra il frutteto del Menegon e il Passante, in una zona deputata a ospitare un bosco per isolare i quartieri residenziali dall’autostrada. La protesta inizia timida in piazza Martiri, con un centinaio di manifestanti al via, poi però durante il percorso il corteo si rimpolpa e nel sito di via Porara si aggregano anche alcuni residenti. Inevitabili i rallentamenti al traffico, soprattutto nel luogo dove dovrebbe sorgere l’impianto: è qui che esplode la rabbia di alcuni manifestanti, che si sgancia dal corteo e occupa la carreggiata bloccando auto e camion. Gli stessi organizzatori sono costretti a richiamare nei ranghi gli animi più accesi. Ma è questo il clima che si respira: i residenti non accettano soprattutto il fatto che il progetto sia stato reso pubblico solo 4 giorni fa, a meno di una settimana dalla Conferenza dei servizi che dovrà decidere sul via libera all’impianto, fissata per domattina. «Non siamo contrari al biogas – afferma Massimo Toniolo di Legambiente – ma questo impianto produrrà sostanze azotate, che messe nel terreno produrranno percolato che finirà in falda».
«E’ inaccettabile un impianto del genere in un’area agricola – aggiunge Adriano Marchini di Italia Nostra – proprio dove si sta realizzando un’area di compensazione al Passante». Contrario anche il comitato Viabilità Sicura di Scaltenigo: «Siamo già bistrattati dal Passante che corre in mezzo alle case e costretti a respirare aria inquinata senza alberi o barriere: non possiamo accettare anche che tonnellate di materiali provenienti da altri comuni arrivino nel nostro territorio per essere trasformati». In prima fila i partiti dell’ex opposizione: «Non accettiamo che si cambi un bosco con un impianto industriale – attacca Giuseppe Salviato, Pd – lì doveva esserci l’area verde che avrebbe salvato Mirano dal Passante». Contrari alla localizzazione dell’impianto anche Udc e Socialisti. In corteo anche il consigliere regionale Prc Pietrangelo Pettenò: «Manca una programmazione generale, queste centrali nascono come funghi – afferma – sono responsabili di emissioni inquinanti, in una zona come la Pianura padana che è già tra la più inquinate». Al breve comizio finale però i partiti vengono messi in ombra di nuovo dalla rabbia della gente. Alcuni cittadini di Spinea, temono di essere le prossime vittime delle biomasse: «Paghiamo tutti lo stesso prezzo – dicono ai miranesi – ecco cosa ci ha portato in dote il Passante, altro che mitigazione». Giulia Semenzato ha 25 anni ed è la sola under-30 a sfilare: «Mi vergogno ad essere l’unica giovane. Sempre le solite facce, i partiti, ma la gente che dovrebbe dire no e lottare per il proprio futuro dov’è?».
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