Tav e Sfmr in aeroporto Maxi-piano da un miliardo

di Mitia Chiarin
Il sogno di Enrico Marchi, presidente di Save, è quello di ingrandire l’aerostazione del Marco Polo, costruendovi di fronte una stazione ipogea per Sfmr, Tav, sublagunare, people mover (collegamento con la darsena) tram e nuovi parcheggi. Valore, 600 milioni di euro. Sommati ai 400 milioni del Masterplan aeroportuale, ora all’esame dell’Enac, e che continua a prevedere la seconda pista «ancora alla fase di studio», si premura a dire Marchi, si avvicina al miliardo di euro gli investimenti che Save prevede per l’aeroporto veneziano, il terzo d’Italia. «È un progetto storico - lo ha definito Marchi - che garantirà l’unica occasione per l’Italia di avere un gate intercontinentale collegato con una rete ad Alta Velocità come succede in molti aeroporti europei». Il Master Plan del nodo intermodale dell’aeroporto Marco Polo di Venezia è stato presentato ieri dalla società aeroportuale. Prospetta uno scenario da qui al 2030 con i passeggeri che dagli attuali 8,8 milioni saliranno a quasi 14 milioni. L’obiettivo è quello di avviare i cantieri dal 2015 ed entro il 2020 arrivare alla realizzazione dei servizi di metrò regionale, in aeroporto. Ma Marchi spinge anche sul project financing per il collegamento Tav tra Mestre e la nuova stazione del Marco Polo, chiedendo in fretta un confronto con gli enti locali. Alla presentazione, ieri, a Tessera c’erano tutti gli attori principali e le prime risposte sono arrivate. Tutte caute visto «che mancano i soldi». C’erano tutti: dal presidente del Veneto Luca Zaia al sindaco di Venezia Giorgio Orsoni, l’ad di Ferrovie dello Stato, Mauro Moretti, il commissario alla Tav Bortolo Mainardi, l’assessore regionale Renato Chisso ( silenzioso auditore) e l’assessore provinciale Giacomo Grandolfo (che ha sostituito Francesca Zaccariotto). Per i finanziamenti, Marchi espone la sua ricetta: «Quando le idee ci sono i soldi si trovano. Oggi la Bei e le istituzioni europee mettono a disposizione numerosi strumenti finanziari che consentono di intervenire nell’equity e anche nella condivisione del rischio». Il Masterplan prevede infrastrutture su cui l’ultima parola non è stata detta. La Sublagunare si farà? E quale sarà il tracciato per la Tav? Save pare dare per scontato il tracciato con il tunnel sotto la gronda lagunare. Ma il commissario Mainardi spiega che «occorre fare la scelta migliore , quella che davvero serve ed è ripagata visto che i fondi sono pochi». Poi precisa che sulla Tav pesano:«l’assenza di consenso, il robusto impatto ambientale e i costi eccessivi». Per questo giovedì, Mainardi sarà a Roma al Ministero per un vertice «per uno studio di fattibilità avanzato che comprende anche il passaggio in aeroporto visto che è una scelta fatta dalla politica». L’assessore Grandolfo ribadisce che per la Provincia ha valore stragico il progetto già approvato dal Cipe della bretella ferroviaria «in arrivo alla stazione ipogea interna all’aeroporto prevista per il Sfmr. Progetto le cui sinergie e compatibilità andranno verificate come possibile soluzione di connessione dell’alta velocità con l’aerostazione». E la Zaccariotto, in un messaggio, precisa:«Esistono altre soluzioni tecnicamente percorribili, in grado di contenere i costi, che consentono di collegare la linea AV alla stazione ipogea. L’importante è cogliere queste importanti possibilità per il nostro territorio».Moretti (Ferrovie) non si fa prendere da facili entusiasmi. «Ferrovie non è in grado di far fronte da sola agli investimenti. Rimane però nei nostri obiettivi il completamento della Milano-Venezia come la prima cosa importante da dover fare in Italia perchè è l’arteria più trafficata», dice. E segnala come urgente la soluzione di due strozzature: il nodo veronese e quello della Gazzera dove si biforcano le linee per Trieste e Treviso. Il sindaco Orsoni coglie l’invito al confronto. «Questa è l’area dove si può sviluppare la modernità del territorio. Non si tratta solo di un sogno, ma di qualcosa di concreto da realizzare». Sulla porta d’acqua di Gehry, aggiunge, «abbiamo stipulato un accordo con Save e presto il documento sarà al vaglio del Consiglio comunale». Luca Zaia è soddisfatto:«Pensare a una Tav che ha come stazione l’aeroporto di Venezia non mi sembra una fantasia come dice qualcuno ma una grande opportunità per il Veneto». Certo, aggiunge il presidente della Regione, si creerebbe il problema della vicinanza tra la stazione di Mestre e quella dell’aeroporto.
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