Campo Santa Margherita chiude a mezzanotte

Da oggi scatta la nuova ordinanza emanata dal sindaco Orsoni contro schiamazzi e baccano. Ma l'Aepe si rivolge al Tar: «Danno incalcolabile per i negozianti». Il provvedimento vale per tutti i locali, compresi i bar
VENEZIA. Chiusura per tutti a mezzanotte. La nuova ordinanza di Santa Margherita - firmata ieri dal sindaco Giorgio Orsoni e in vigore da questa sera per i prossimi due mesi - allinea i trenta locali del campo sullo stesso piano imponendo a tutti di abbassare la saracinesca allo scoccare di mezzanotte. D'ora in poi nessuna differenza tra bar, ristoranti, pizzerie, bàcari, gelaterie, kebab, rosticcerie o pizze al taglio. Dopo mesi di ordinanze, ricorsi al Tar, proteste e contrordini, l'amministrazione comunale ha infine deciso di parificare pubblici esercizi e attività artigianali stabilendo un orario di chiusura uguale per tutti. Mezzanotte, come Cenerentola.


Immediata la reazione degli esercenti contro il coprifuoco deciso da Ca' Farsetti. «L'amministrazione comunale ha voluto scegliere una soluzione che fa male a tutti e che semplicemente sposterà il problema in un altro campo - dice il segretario dell'Aepe, Ernesto Pancin - Il danno che patiranno le aziende sarà ingentissimo. E' un'ordinanza fuori da ogni logica. Poi non ci si lamenti che Venezia è una città che va a letto presto e che la sera si svuota». Dalle parole ai fatti, l'Aepe annuncia che «userà tutti i mezzi legali per contrastare la nuova ordinanza» e il primo strumento sarà il ricorso al Tar per chiedere la sospensiva del provvedimento.


Per Santa Merghierita ieri è stata l'ultima notte regolata dalla vecchia ordinanza che imponeva la chiusura entro le 23 solo al kebab, alle due pizze al taglio e alla piccola rosticceria lasciando libere invece le gelaterie di chiudere più tardi. L'ordinanza, che era arrivata dopo tre sentenze del Tar e altrettanti colpi di scena, non riguardava però i pubblici esercizi che potevano chiudere a seconda delle singole licenze, mediamente all'una di notte.


La nuova ordinanza che ha lasciato di stucco gli esercenti rimette un po' di ordine nel campo, o perlomeno parifica le attività della zona, correggendo di fatto il provvedimento del 22 luglio scorso che riguardava invece solo le sei le attività artigianali di Santa Margherita. Un provvedimento che era stato contestato a suon di ricorsi ai giudici amministrativi i quali, in un primo momento, avevano dato ragione agli artigiani contro l'ordinanza anti-rumori del Comune definendola «iniqua, inutile e discriminatoria».


Sarà ancora una volta il Tar a dire l'ultima parola sulle notti piccole del campo visto che l'udienza del merito per il ricorso degli artigiani è stata fissata il 6 settembre. Nei prossimi giorni sarà depositato anche il ricorso dell'Aepe che, naturalmente, chiederà la sospensione del provvedimento.

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