«Città della musica, un sogno irrealizzato»
Jesolo. L'imprenditore Ambrosin chiede spiegazioni alla giunta
JESOLO.
X-Site, la città della musica resta un sogno irrealizzato. Il 2010 doveva essere l'anno dell'inaugurazione, ma ad oggi ancora non si conosce il destino di quest'area del divertimento che doveva rilanciare Jesolo e la Costa Veneziana. Era 2003 quando Gianfranco Ambrosin, «guru» del mondo della notte, gestore di numerosi locali di successo nel triangolo Jesolo-Cortina-Mestre, pronunciò la celebre profezia proprio dalle colonne di questo giornale: «La città della musica, se non sarà pronta entro il 2010, rimarrà un'opera incompiuta». A tutt'oggi si intravedono enormi punti luce, un terrapieno che contorna l'area e poi il luna park che non sembra proprio integrato al meglio in quell'area. «Non volevo essere un cattivo profeta - denuncia Ambrosin - amando la mia città e tutto il litorale veneziano, avrei voluto che quel progetto decollasse. Ma così non è stato ed io l'avevo detto, pur esponendomi a minacce e querele che non avevano ragione d'esistere. Stiamo discutendo del futuro del mondo della notte, alla luce della sentenza sul Terrazza Mare per i rumori, una prossima zonizzazione che rischia di soffocare qualsiasi iniziativa nell'ambito del divertimento notturno, mentre i locali che fanno musica ormai si contano sulle dita di una mano nella città che raggiunse le 23 discoteche negli anni '90». «E' un peccato - aggiunge - perché da buon ambasciatore della mia città nel mondo, e dico New York piuttosto che Berlino, come ho fatto per oltre quattro lustri a Cortina, sto vedendo sgretolarsi un mondo che a Jesolo era nato e adesso si sta spegnendo. Jesolo sta crescendo in verticale, con grattacieli e torri che appoggio, purchè siano lontane dal mare, ma sta perdendo quel bagaglio culturale di musica, divertimento, piacere, che l'hanno fatta grande». Il Comune finora si è defilato sulla questione X Site. Il sindaco Francesco Calzavara ha parlato della possibilità di riconversione, di una nuova filosofia del progetto da riproporre. «Allora è arrivato il momento che il Comune spieghi alla città e a tutto il litorale veneziano - conclude Ambrosin - come mai tutto si è arenato. Non accusiamo nessuno, tanto meno il sindaco che sta cercando di trovare una soluzione non facile, visto che il problema lo ha ereditato. Una spiegazione è dovuta non solo agli jesolani, ma a tutto il mondo del divertimento Veneto e del Nord Est».
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