I cittadini meritano rispetto per recuperare il senso della politica

Silvio Berlusconi durante il suo videomessaggio
Silvio Berlusconi durante il suo videomessaggio
Se c’è un punto sul quale la politica, questa politica, non può più continuare a oltraggiare il Paese è quello del rispetto (mancato) delle persone, cioè dei cittadini che le hanno affidato il compito di rappresentarli e che ora, di qualsiasi tendenza essi siano, assistono esausti a questo triste spettacolo che essa offre.


l cosidetto caso Ruby - per quanto tutto ciò che viene fuori in queste ore sia da verificare dalla A alla Z - sembra il the end di una lunga fase edonistica cui neppure la gravità e la serietà dei grandi temi sul tappeto (la crisi, la disoccupazione, la mancanza di riforme, il debito pubblico alle stelle pari a 1800 miliardi di euro) riuscivano a porre fine. Come sul celebre Titanic, il protagonista assoluto questa desolante commedia italiana ha continuato a fare (nulla) come se niente fosse, lasciando l'Italia letteralmente alla berlina: senza programmi, senza idee, e con tanti problemi non solo irrisolti, ma neppure affrontati. Berlusconi è un uomo che sognava la gloria e che invece si avvia al declino, non solo e non tanto per le squallide vicende di questi giorni, per quanto ancora da dimostrare; ma soprattutto per il magrissimo bilancio della sua lunga attività politica (è sceso in campo nel gennaio del '94, 17 anni fa) peraltro segnata da possibilità di governo ampie e stabili che neppure la Dc dei tempi d'oro avrebbe potuto sognare e disporre. Ma qual è il bottino di questa lunga presenza sulla scena politica e su quella di governo (dal 2001 ad oggi, giusto pro memoria, è stato al timone per otto anni su dieci)? Scarso o poco più, e comunque lontano dal celebre contratto televisivo del 2001 e dalle chiassose promesse della primavera 2008. Come ricorda in un pungente editoriale l'autorevole quotidiano finanziario britannico Financial Times, abbiamo invece passato tutto questo tempo sentendo sempre i soliti refrain: magistratura al servizio della sinistra, comunisti palla al piede del Paese, opposizione nel migliore dei casi inaffidabile e incapace.


Già, vien da dire, ma proprio per questo motivo perchè l'esecutivo fa una fatica boia ad imporsi? Il divorzio con Fini può bastare da solo a spiegare questo strano caso del governo più solido che c'era e che oggi ha disperatamente bisogno d'aiuto? Ora riesplode il caso delle presunte serate allegre nelle dimore del presidente del Consiglio. «Fatti privati», si ostina a dire il premier. Ma non può essere e non è un fatto privato la gigantesca ombra che queste vicende, cioè l'insieme del non governo e degli scandali, proiettano su questo Paese. Per questo è il momento di dire basta, di prendere coraggio e di ripartire da capo. Lo facciano i politici responsabili che pure ci sono in entrambi gli schieramenti, e lo facciano per primi quelli del centrodestra, a partire dalla Lega. L'Italia, come scrive il Ft merita molto di meglio, merita azioni politiche decise ed efficaci, all'altezza della sua fama e della sua storia di cui ancora oggi gran parte del mondo è grato, come testimonia il sincero «grazie» alla nostra Cultura del maestro Daniel Harding a conclusione del concerto di Capodanno alla Fenice. Allora, chiedere alla politica più rispetto per i cittadini, è più che giusto. Per sperare di recuperare il senso e la civiltà della politica.

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