Giovane si tuffa dal pontile e adesso è grave all’ospedale

Dopo il caso del diciannovenne trevigiano di domenica scorsa, una altro tuffo vietato di un ventiquattrenne vicentino che ha battuto la testa sulla sabbia

Giovanni Cagnassi / jesolo

Tuffo dal pontile vicino a piazza Mazzini, grave un 24enne della provincia di Vicenza. Il giovane rischia la paralisi ed è ora ricoverato all’ospedale di Mestre in prognosi riservata. Si trovava a Jesolo con alcuni amici residenti nella zona di Sovizzo per trascorrere la domenica al mare quando ha varcato la soglia del pontile, nonostante il divieto quest’anno deciso dal Comune di Jesolo per evitare assembramenti. Intorno alle 17 il vicentino è salito sulla struttura in legno e ha spiccato un tuffo dove l’acqua era alta non più di mezzo metro.

Ha così battuto la testa sulla sabbia compatta. Si è insaccato sul fondo, riportando una grave lesione cervicale che gli ha impedito di muoversi in acqua. Ha iniziato a chiedere aiuto, ormai quasi privo di coscienza per il trauma. Gli amici si sono subito accorti che stava male e lo hanno trascinato a riva. Nel frattempo sono accorsi gli assistenti ai bagnanti dell’arenile Mazzini, tra la torretta 9 e la torretta 10. Lo hanno soccorso e posizionato delicatamente sulla battigia in attesa dell’arrivo dei sanitari del 118. Il ragazzo è rimasto cosciente, ma non sentiva più le gambe. Trasportato d’urgenza all’ospedale di Jesolo, è stato subito trasferito in elisoccorso all’ospedale di Mestre nel reparto di neurochirurgia. Resta sotto stretta osservazione, ma per il momento i medici si sono riservati la prognosi e il giovane rischia la paralisi anche se per il momento nessuno si è sbilanciato in merito. Domenica scorsa si era verificato un episodio simile all’altezza di piazza Milano, torretta di salvataggio numero 21. Un giovane residente a Treviso, di origini tunisine, ha riportato un grave trauma cervicale dopo un tuffo dal pontile in modo del tutto simile all’episodio di ieri. Un altro tragico incidente in mare, purtroppo annunciato. Perché nonostante i divieti ancora troppi giovani rischiano la vita o le gambe per una bravata. La Federconsorzi, che riunisce i gestori delle spiagge, e il Comune di Jesolo, oltre all’Usl, hanno fatto il possibile per evitare queste tragedie con campagne di sensibilizzazione, divieti e quest’anno anche degli sbarramenti con paletti e corde che sono però facilmente sormontabili. —

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