Porto, il piano triennale recepisce il progetto Tresse

Grandi navi, addio al Contorta-Sant’Angelo. Per il futuro si apre ai due terminal di Lido e Marghera. Conca di Malamocco carente: si minacciano azioni legali
Interpress/Mazzega Vitucci Venezia, 29.04.2014.- Grandi Navi, Passaggio della Costa Fascinosa, ieri alle ore 18.00, in Bacino San Marco.-
Interpress/Mazzega Vitucci Venezia, 29.04.2014.- Grandi Navi, Passaggio della Costa Fascinosa, ieri alle ore 18.00, in Bacino San Marco.-

VENEZIA. Grandi Navi, l’Autorità Portuale sostituisce lo scavo del canale Contorta-Sant’Angelo - «affondato» anche dal Tar - con il progetto “Tresse Est” caro al sindaco Luigi Brugnaro, che prevede lo scavo del canale Vittorio Emanuele per creare una via alternativa al passaggio delle navi da crociera in Bacino di San Marco. Ma contemporaneamente «apre» anche ad altri progetti alternativi, compreso quello per il terminal crocieristico al Lido.

È quanto prevede l’aggiornamento al Piano operativo triennale del Porto, approvato pochi giorni fa. «A seguito dell’insediamento della nuova amministrazione comunale» si legge «nell’ambito del procedimento Via del Canale Contorta Sant’Angelo, l’Autorità Portuale di Venezia ha avviato un approfondimento su una via alternativa denominata “Tresse Est” in accordo con il Comune di Venezia e d’intesa con la Commissione Via. Si tratta di un’alternativa coerente con l’indicazione espressamente indicata dal Comitatone dello scorso 8 agosto 2014 che prevedeva di poter valutare altre alternative per raggiungere la Marittima ovviando il passaggio davanti San Marco. Il piano operativo andrà adeguato recependo gli esiti del procedimento in corso». Ma poi la nota prosegue: «Inoltre con riferimento alle prospettive di lungo periodo, con la redazione del Piano Regolatore Portuale si analizzeranno ipotesi alternative e/o complementari alla Marittima ipotizzando diverse possibili localizzazioni, (bocca di Lido, bocca di Malamocco, Marghera, Dogaletto) anche se da incardinare su ipotesi progettuali diverse da quelle finora presentate e verificate inadeguate. In merito alle ipotesi alle bocche di porto saranno verificati in particolare quali interventi devono essere adottati ai problemi di accessibilità terrestre, sia per l’approvvigionamento merci che per i passeggeri, e ai problemi di safety e security.

L’ipotesi Marghera andrà invece verificata coerentemente con lo sviluppo del progetto del terminal d’altura e dei conseguenti nuovi terminal commerciali a terra, mentre l’ipotesi Dogaletto andrà esaminata prevalentemente anche alla luce delle tematiche ambientali». Insomma - come per il Contorta-Sant’Angelo - anche il progetto “Tresse Est” è visto dal Porto come una soluzione «provvisoria» per il traffico delle Grandi Navi. Per quanto riguarda la conca di navigazione di Malamocco - realizzata all’interno del sistema Mose per la sosta delle navi, il piano del Porto chiede che «vengano realizzate tutte le soluzioni infrastrutturali necessarie al pieno utilizzo della stessa», annunciando l’avvio di azioni «anche legali se necessario, per far sì che le istituzioni competenti garantiscano la piena agibilità portuale». (e.t.)

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