VENEZIA. Si chiama «ricatto informatico» il nuovo virus che sta flagellando anche alcune aziende pubbliche: gli hackers che lo diffondono riescono a bloccare i sistemi operativi, impedendo loro tutte le operazioni di ufficio. Successivamente si fanno vivi comunicando che se vogliono essere liberati dal virus devono pagare un tanto a computer. Un vero e proprio ricatto, a cui pare, in diversi hanno ceduto.
Actv è riuscita invece a sfuggire al blocco dei suoi sistemi - interrompendo i servizi online per 48 ore - e ha presentato comunque denuncia alla Polizia postale, che sta cercando ora di bloccare a sua volta i responsabili dei ricatti. Le mail-ricatto proverrebbero dall'Est Europa e il fenomeno sta interessando tutto il Veneto ma anche altre regioni italiane. Secondo i primi accertamenti da parte della polizia postale l’utente "colpito" si trova nella casella di posta elettronica una mail, inviata quasi sempre da un mittente presente nella lista contatti, che indica che un acquisto, in realtà mai effettuato, è andato a buon fine. La mail, oltre che infettare il computer e il server, è in grado di impossessarsi di dati sensibili, tra cui codici e numeri di carta di credito. Ad essere stata colpita, anche la Rai e il profilo Twitter ufficiale di Sanremo.
I poliziotti stanno indagando per risalire a coloro che inviano le mail, che sembrano provenire dall’Albania e dalla Romania. Il fenomeno ha raggiunto una diffusione preoccupante da almeno una decina di giorni e sono diverse le segnalazioni arrivate in Questura in tutto il Veneto. La truffa si realizza poi attraverso una schermata richiede il pagamento di una somma (dai 100 ai 300 euro per computer) per riavere la piena funzionalità del proprio sistema informatico. Secondo la polizia postale non bisogna cedere al ricatto, perché poi non si ha alcuna certezza che il sistema venga effettivamente reso nuovamente funzionante. I consigli per sfuggire a questa nuova insidia informatica sono quelli di avere un software aggiornato, un antivirus efficace e un backup, ovvero una «copia d’emergenza» dei propri file. Il consiglio generale è comunque quello di non aprire mai mail che riportano notizie di spedizioni di cui non si ha conoscenza.