Venezia Calcio, quattro segreti per riconquistare la Serie A

Nelle ultime sei giornate il Venezia dovrà puntare a vincere sempre al Penzo, continuare ad avere un’ottima tenuta mentale e fisica e a dare spazio al talento

Giuseppe Malaguti
Venezia, ecco come assicurarsi la promozione
Venezia, ecco come assicurarsi la promozione

Il Venezia si trova in una posizione di favore rispetto alle tre inseguitrici. La volata finale in Serie B, però, è storicamente un terreno minato dove la tecnica conta quanto i nervi. Per centrare la promozione diretta, i lagunari dovranno puntare su alcuni pilastri fondamentali.

Il fattore campo

Prima cosa, in un rush finale, il fattore campo diventa decisivo. Rendere lo stadio Penzo un fortino inespugnabile non è solo una questione di punti, ma di pressione psicologica sugli avversari. Il sostegno della curva può fare la differenza nei minuti di recupero, trasformando pareggi in vittorie pesanti.

In questo, la squadra di Giovanni Stroppa ha mostrato grande forza nei match casalinghi dove ha raccolto la bellezza di 42 punti grazie alle 14 vittorie e le sole 2 sconfitte (Cesena e Modena) oltre i 37 gol fatti e gli 11 subiti. Nessuna squadra in B ha questi numeri nel fortino amico.

Solidità difensiva

Se l'attacco vince le partite, la difesa vince i campionati. In alcuni momenti, la tendenza a concedere qualche piccola distrazione va eliminata. La tenuta mentale nell’arco dei 90’, in queste ultime sei gare, sarà un valore aggiunto per raggiungere il traguardo.

Nei 540 minuti che rimangono, un errore individuale può costare un'intera stagione: quindi massima attenzione e concentrazione. La Serie B è un campionato dove tutti possono battere tutti. Se la Serie A è spesso una corsa a tappe, dove i valori tecnici alla lunga definiscono una gerarchia chiara, la cadetteria è una vera e propria giungla. È quel campionato dove l'ultima in classifica può andare a vincere in casa della capolista senza che nessuno gridi al miracolo.

È il bello di questo torneo, ed è per questo che le ultime sei sfide della stagione saranno sei finali tutte complicate allo stesso modo. La differenza la farà anche la capacità di leggere i momenti delle partite e reagire nelle fasi complicate delle stesse. Non bisogna farsi prendere dal panico: la freddezza sottoporta e la gestione delle fasi di sofferenza saranno il vero ago della bilancia.

Controllo del centrocampo

Sarà il termometro della squadra. Se il Venezia riesce a dettare i tempi grazie al suo gioco dominante ha tutte le carte in regola per il grande salto. Un altro aspetto fondamentale è la tenuta fisica.

L’undici arancioneroverde da questo punto di vista non ha mai avuto cali di condizione psicofisica. Se le gambe non girano, anche il piede più educato del mondo finisce per sbagliare il passaggio più semplice.

La condizione fisica è la piattaforma su cui poggia tutto il resto. Se la piattaforma trema, la tattica e la tecnica crollano di conseguenza.

Talento dei singoli

È l'interruttore che accende la partita quando l'equilibrio tattico sembra insuperabile. E il Venezia quest'anno ha messo insieme un mix di caratteristiche davvero interessante per la categoria.

L’alchimia della coppia di attaccanti è stato un fattore per tutta la stagione. John Yeboah è il classico giocatore che salta l'uomo. In un campionato fisico come la B, avere uno che crea superiorità numerica dal nulla è fondamentale. Il fantasista obbliga le difese a raddoppiare su di lui, liberando spazi vitali per i compagni.

E poi c’è Andrea Adorante, un attaccante che sa farsi trovare al posto giusto. La sua capacità di finalizzare il lavoro della squadra è l'ultimo tassello necessario. Se Yeboah è la scintilla, Adorante è colui che trasforma il pericolo in gol. In più il bomber arancioneroverde ha affinato il suo gioco lavorando molto per i compagni, abile e protegge palla spalle alla porta, permettendo alla squadra di salire. Questo dà respiro alla difesa e ai centrocampisti nei momenti di pressione. Adorante crea quei corridoi dove Yeboah può infilarsi. —

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