L’ex allenatore Onofri: «Così ho scoperto Davide Nicola»
Il tecnico lagunare è pronto a sfidare il Genoa che lo lanciò nel calcio. A ricordarne gli inizi è il suo ex allenatore, oggi commentatore tv: «Ero scettico rispetto alla carriera da mister, ma mi ha smentito»

Calcare il campo del Ferraris per Davide Nicola non è solo un tuffo nel passato, ma un ritorno alle origini. È con la maglia del Grifone che l’ex difensore, oggi allenatore del Venezia, ha mosso i primi passi verso la carriera professionistica ed è sempre sotto i riflettori di Marassi che nel dicembre 2019 approdo per raccogliere le redini dei rossoblù firmando una delle sue imprese salvezza.
A raccontare la sua scesa sotto la Lanterna è Claudio Onofri, ex calciatore e allenatore delle giovanili e della prima squadra del Genoa, con un passato anche nell’Union CS, che ha lasciato il segno nel destino del tecnico lagunare.
Onofri, cosa si ricorda di Nicola?
«Siamo molto legati, fui io a portalo a Genova. Vede io iniziato la carriera d’allenatore nelle giovanili rossoblù e un giorno andai a vedere una partita perché mi avevano segnalato un profilo. Quando arrivai, però, ci misi poco a cambiare idea perché Davide rubò la scena al compagno e a quel punto dissi: “Scusate, ma io voglio quel ragazzo lì”. Aveva 16 anni, mi colpì per il piglio e per la tenacia, capii subito che sarebbe stato un profilo di grande prospettiva».
Lei lo ha allenato sia alle giovanili sia nelle due stagioni in cui subentrò in corsa sulla panchina della prima squadra.
«Sì, come dicevo era un ragazzo che sia sul campo sia al di fuori era molto concentrato e determinato. Colpiva il suo gioco accattivante, ma era anche un tipo molto timido, infatti, quando si mise a fare l’allenatore ero un po’ scettico e glielo dissi pure pubblicamente».
Cioè?
«Quando inizio a fare l’allenatore io non ero per niente convinto che ce la facesse perché per il suo carattere timido credevo che gli mancasse quello spirito battagliero necessario a chi guida la squadra, invece, mi ha smentito con i fatti e ne sono molto felice. Ancora oggi quando ci sentiamo ci viene da ridere a ripensarci, gli dico sempre che son contento di essermi sbagliato. Sono fiero della carriera che sta facendo e che questa nuova avventura a Venezia sia partita nel modo giusto».
Cosa si aspetta dal match?
«Entrambe le squadre hanno bisogno di punti e stanno vivendo un momento inaspettato, forse più il Venezia del Genoa perché all’inizio si prospettava una stagione diversa per i lagunari, mentre in casa rossoblù si parte sempre con l’obiettivo salvezza come traguardo. Ed è un peccato che una piazza così dedita al calcio, che potrebbe ambire a palcoscenici più importanti, anche europei come in passato, viva accontentandosi di mantenere la categoria senza fare passi in avanti».
Domenica sarà allo stadio?
«No, la seguirò in studio come ospite di Telenord e mi spiace per Davide, che è un caro amico, ma questa volta non farò il tifo per lui (ride)».
Riproduzione riservata © La Nuova Venezia








