Numa e Borella assieme sul podio

MESTRE. La grande scuola mestrina della scherma fondata dal maestro Livio Di Rosa continua a vincere, sempre e ovunque, anche con le nuove generazioni. Ennesima dimostrazione l’oro e l’argento conquistati a Plovdiv dalle allieve di Andrea Borella e Mauro Numa. Entrambe sotto lo stemma della Comini, padovana la Ricci con il titolo europeo Cadette di fioretto, noalese la Favaretto con al collo invece l’argento. A fine gara, a spartirsi le prime posizioni sul podio da bordo pedana, sono state due icone della scherma italiana e internazionale. Borella e Numa, entrambi mestrini, hanno lasciato il segno tra gli anni Ottanta e Novanta, vincendo tutto il possibile in qualsiasi competizione, sia che fossero Olimpiadi oppure Mondiali, Europei o Coppe del Mondo. Ricci e Favaretto, pur lavorando in due sedi distinte della Comini, stanno crescendo con i dettami che Livio Di Rosa seppe dare e incidere alla grande scuola mestrina del fioretto sin dagli anni Settanta. E come allora vincevano i suoi allievi, adesso tocca a questa nuova generazione. «È stata una emozione bellissima» racconta Borella da Plovdiv in Bulgaria, «soprattutto perché con mia moglie Francesca Bortolozzi siamo partiti da zero a Padova, e adesso stiamo ottenendo grandi risultati. Frutti di un lavoro che ti gratifica, ed è bello vedere che anche Mauro Numa sta portando in alto i suoi allievi. Siamo doppiamente felici, e poi è piacevole ritrovarsi ancora assieme su un podio a condividere altre gioie come ai vecchi tempi. Però, noi due come Omeri, Galli o Bortolaso, stiamo solo continuando a portare in giro gli insegnamenti di Livio Di Rosa, nel segno della continuità della grande scuola mestrina della scherma». E Numa, già rientrato in Italia, aggiunge: «È stato stupendo vedere Martina (Favaretto, ndr) disputare una gara così bella. Veniva da una brutta influenza ed era stremata, ma merito anche alla Ricci per l’ottima gara disputata. Ora tanti ex atleti del CS Mestre fanno i maestri, e portare un’allieva sul podio agli Europei è una soddisfazione enorme. Vivi la gara con un’ansia maggiore, neppure paragonabile a quella di quando eri tu il protagonista in pedana». A Plovdiv si tornerà di nuovo per i mondiali giovanili tra poche settimane».
Simone Bianchi
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