Festa a Gorizia per il ritorno del grande basket: l’Italia batte la Croazia al PalaBigot

Si aspettavano le stelle Zubac, Saric ed Hezonja, che invece si sono inchinate al cospetto di Tommaso Baldasso, letale in uscita dalla panchina con 29 punti

Filippo Errico Verzè
(foto Daniele Tibaldi)
(foto Daniele Tibaldi)

Festa doveva essere e festa è stata. Dopo 27 anni, Gorizia è tornata a riabbracciare il grande basket e lo ho fatto rispondendo nel migliore dei modi. Il PalaBigot sold-out come da previsioni della vigilia, si è fatto sentire dalla prima all’ultima sirena, facendo capire chiaro e tondo quanta fame di pallacanestro ci sia in riva all’Isonzo.

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E i 3.700 e oltre presenti sugli spalti, al netto dell’evento storico per la città, si sono goduti uno spettacolo mica male, con una vittoria chiara e convincente degli azzurri di Ramondino contro una Croazia che, vedendo lo star power del proprio roster, partiva leggermente favorita. Si aspettavano Zubac, Saric ed Hezonja, che invece si sono inchinati al cospetto di Tommaso Baldasso, letale in uscita dalla panchina con 29 punti (11/15 al tiro, 7/11 da tre). Non è comunque l’unico a prendersi la vetrina: da Spagnolo a Tonut, da Rossato e Procida. È un’Italia magari senza stelle ma dove sono in tanti ad avere punti nelle mani, questo è poco ma sicuro. Miglior iniezione di fiducia non poteva arrivare, considerando che tra una settimana esatta è già ora di qualificazioni ai Mondiali 2027 (per gli azzurri trasferta il Islanda il 2 luglio, poi il 5 a Bologna arriva la Lituania).

Inizio ritardato leggermente per un inconveniente del PalaBigot, la condensa del condizionatore che gocciolava sulla linea laterale davanti alla tribuna d’onore, un parterre con nomi di peso, dal presidente Fip Petrucci a Jasmin Repesa, per non dire di Alberto Ardessi, Roberto Premier e Moreno Sfiligoi, glorie della pallacanestro goriziana che mercoledì sera non potevano certo mancare.

Azzurri a inizio gara nelle mani di Spagnolo: i suoi 11 punti tengono avanti l’Italia (20-17 a 3'11). Esce lui, entra Baldasso, lo spartito è lo stesso: sua la bomba sulla sirena di fine primo quarto che vale il 32-24. Percentuali azzurre da Nba, per una palla che gira molto veloce e molto bene nella metà campo difensiva croata. La squadra di Mijatovic fin da subito fa invece valere centimetri e fisicità, soprattutto con lo strapotere di Zubac (7 punti nel primo quarto), che però arriva presto a quota due falli e deve lasciar posto a Brankovic, già più gestibile.

Apre il secondo quarto Tonut, rinnovando la tradizione di famiglia al PalaBigot dato che c’era anche papà Alberto nell’ultimo precedente dell’Italia a Gorizia, l’amichevole dell’8 maggio 1999 contro il Team senza frontiere. Casarin e Vincini ritoccano poi il massimo vantaggio azzurro (39-26 a 8’03). Croazia che prova a rientrare, trainata dal solito Zubac: sotto i ferri non c’è gara, fioccano le seconde chance e così, da +13 ci si ritrova a +2 (47-45). Poi Skara impatta il 47-47 a 2’18” da fine secondo quarto. Al rientro dal timeout, sempre loro, Baldasso e Spagnolo: 5 punti di Tommy e tripla finale di Matteo, con tanto di gesto del “Six-Seven” a gasare gli spettatori più giovani e a far andare l’Italia sul + 4 all’intervallo (55-51); per loro rispettivamente 15 e 14 punti.

Al rientro, entrambi i coach fanno prove di quintetto piccolo, con Mijatovic che lascia a riposo Zubac (non rientrerà), così Saric e Hezonja prendono il sopravvento. Sul loro pick’n’roll la difesa italiana non trova risposte, e così la Croazia rimette il muso avanti (66-70). E poi riecco Baldasso, in totale trance agonistica: due triple che ritoccano il suo score a 21 punti, poi rieccolo subito in difesa a strisciare sotto i blocchi dei giganti croati e a sporcare le linee di passaggio. Ci pensano poi Tonut e Akele a chiudere sul +9 (81-72) un quarto partito con qualche difficoltà.

L’Italia corre, lotta e segna: il vantaggio torna in doppia cifra (88-77). Tonut ha deciso di tenersi i colpi migliori per la fine: i suoi sono step-back di innegabile valore artistico e la standing ovation del PalaBigot quando esce a 5’ dalla fine è una soddisfazione meritata dopo una stagione difficile (benché scudettata). Poi, sempre lui, sempre Baldasso: ancora una volta due triple in fila, +15 Italia (98-83) e via al garbage time. Tommy chiude la sua serata con 29 punti, per giunta in uscita dalla panchina, superando i 28 del suo capo delegazione Gigi Datome come career high in azzurro. Casarin e Rossato ci mettono la ciliegina superando quota cento: finisce 103-91. Per Gorizia, non c’era modo migliore di brindare al ritorno del grande basket in città.

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