«È giunto il momento di dire basta»

Atletica. Maurizio Bobbato a 36 anni si ritira: «Orgoglioso della mia carriera»

NOALE. Ci sono tanti modi per chiudere una carriera, tante possibilità per decidere quando è il momento di dire basta, quando è arrivato il tempo di uscire di scena. Maurizio Bobbato, a 36 anni ha deciso di dire basta con la pista, basta con le corse a tutta velocità.

«Mi ritiro orgoglioso della mia carriera». Poche parole ma cariche di significato quelle del forte ottocentista in forza al Centro Sportivo Carabinieri, castellato doc ma veneziano d'adozione, avendo militato per moltissimi anni nell'Audace Noale, sotto la guida tecnica di Giuseppe Mattiello, suo allenatore storico. Diciassette anni di più che onorata carriera nel campo della velocità impreziosite dal bronzo ai campionati europei indoor negli 800 metri a Birmingham, e due titoli di campione italiano assoluto negli 800 metri, uno a Torino nel 2006.

«Non posso dire che la mia ultima stagione sia stata come avrei desiderato», spiega Bobbato, «ma sono orgoglioso della mia carriera. Nel nostro ambiente alla mia età e con i miei risultati ti considerano già vecchio - commenta - io non mi sento tale, e volendo avrei potuto continuare, ma è difficile farlo quando sei "fuori dai giri».

Quando non arriva il famoso "salto di qualità" e ti rendi conto che non vai più avanti, ma forse cominci ad andare indietro, allora è meglio smettere. Io ci ho creduto e ci ho provato ma probabilmente ho raggiunto il mio limite, più mentale che tecnico, per cui ho capito che questa era la decisione giusta. È stata una mia libera scelta, quindi sono molto sereno. Cosa farà Maurizio Bobbato? «Oggi sono un carabiniere effettivo e lavoro alla stazione di Istrana. Più volte mi era stata proposta anche l’idea di iniziare l’esperienza di allenatore, ci ho pensato e ripensato e mi sono convinto che questo ruolo è adatto a me; infatti a settembre dell’anno scorso ho conseguito il diploma di istruttore Fidal». Ho avuto tanto, ho vinto titoli importanti e ottenuto record impensabili, grazie anche ad un allenatore che è riuscito a farmi diventare un grande atleta: Giuseppe Mattiello che lo ricorda cosi: «Ho avuto la fortuna di allenare Maurizio per quasi tutta la sua carriera; lo ricordo ancora quando iniziò a Noale da cadetto all'età di 13 anni. Era già dotato di una altezza ragguardevole, circa 1,80 e dava l'impressione di essere già un ragazzo adulto. Dal punto di vista tecnico era un atleta di ottimo livello, forse mancava un po’ nel cambio di ritmo alla fine di una gara; per quanto concerne l'aspetto aerobico si esprimeva meglio negli 800 metri rispetto ai 1500. Per quasi 20 anni l'atletica è stata la sua vita. Ha dato tanto, ma tanto ha ricevuto in termini di valori, insegnamenti, di risultati e, in generale, di soddisfazioni. Un ragazzo serio, costante, che si è sempre allenato con abnegazione e sacrificio. Abbiamo lavorato sempre in simbiosi, senza riuscire mai a generare situazioni di instabilità o equilibrio. Il ricordo più bello che le ha regalato Maurizio ? Ii bronzo nel 2007 ai Campionati Europei Indoor negli 800 metri a Birmingham».

Giancarlo Noviello

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