Diego Dominguez, leggenda azzurra del rugby mondiale come Sergio Parisse

Il numero 10 azzurro inserito della World Hall of Fame

insieme a  Benazzi, Crawford, Day, Martin, Brooke e Stransky

«Un giorno bellissimo, il premio è di tutto il movimento». 

Paolo Baron
Diego Dominguez
Diego Dominguez

Sessant’anni rappresentano un bel traguardo per tutti. Soprattutto se festeggiato con un’investitura che suona molto come un passo che porta verso la leggenda dello sport mondiale.

Diego Dominguez, italo-argentino (Cordoba, 25 aprile 1966) ora commentatore Sky, è ancora il miglior marcatore della storia della palla ovale azzurra (983 punti segnati in 74 partite con l’Italia ) ed è stato inserito nella della World Rugby Hall of Fame, albo che premia «coloro che hanno dato un contributo eccezionale al rugby nel corso della loro carriera incarnando al contempo i valori formativi di questo sport: integrità, passione, solidarietà, disciplina e rispetto».

Il numero 10 azzurro è il secondo italiano a ricevere questo riconoscimento dopo Sergio Parisse nel 2024. In questa tornata oltre a Dominguez hanno fatto il loro ingresso nella Hall Abdelatif Benazzi (Francia), Jen Crawford (Usa), Sue Day (Inghilterra) e Rochelle Martin (Nuova Zelanda).

«A nome di tutta la famiglia del rugby mondiale», ha detto il presidente del World Rugby Brett Robinson, «desidero congratularmi con Jen, Sue, Rochelle, Diego e Abdel per il loro meritatissimo ingresso nella World Rugby Hall of Fame, che li vede unirsi a Joel (Stransky) e Zinzan (Brooke), portando così a sette il numero dei membri della classe del 2026».

«Questo è un giorno bellissimo» ha esordito Dominguez, che due figli rugbisti, Piero, mediano di apertura come lui e Thomas, mediano di mischia.

 «Giorno molto importante per me e per tutto il rugby italiano. Ai giocatori, agli allenatori, ai dirigenti e a tutti gli accompagnatori del nostro movimento voglio dire che questo prestigioso riconoscimento che ricevo oggi non appartiene soltanto a me: rappresenta tutto il rugby italiano. Dobbiamo andare avanti con responsabilità, con tantissimo carattere, con creatività e, soprattutto, con tanta costanza. È questo il messaggio che continuerò a seminare su ogni campo dove metterò piede e a tutti i livelli. Perché tutti sono importanti e tutti hanno un ruolo preciso nel nostro percorso di crescita e di progresso».

19991002 - CARDIFF, UNITED KINGDOM - SPR: RUGBY: COPPA MONDO; INGHILTERRA-ITALIA. Italian fly-half
19991002 - CARDIFF, UNITED KINGDOM - SPR: RUGBY: COPPA MONDO; INGHILTERRA-ITALIA. Italian fly-half

«Per Diego parlano i numeri della sua straordinaria carriera, e non solo quelli», ha sottolineato il presidente della Federazione italiana rugby Andrea Duodo, veneziano di Mirano e ex rugbista e poi dirigente del Benetton. «È il nostro eroe dei due mondi, uno dei più grandi numeri dieci della storia del nostro sport ed uno dei migliori marcatori nel rugby internazionale: io, come ogni rugbista italiano, non posso che tornare a commuovermi, a un quarto di secolo di distanza, per i 29 punti realizzati al Flaminio contro la Scozia nel giorno del nostro debutto nel 6 Nazioni. Ma Diego è, anche e soprattutto, un leale amico e un fantastico ambasciatore del rugby italiano nel mondo, capace di valorizzare e far conoscere l’impegno della Fir e di tutto il movimento per lo sviluppo del Gioco in Italia. Sono felice di poter celebrare, da presidente federale, il suo ingresso nella Hall of Fame di World Rugby, un riconoscimento che cementa la sua figura tra quelle delle e dei più prestigiosi interpreti del nostro sport».

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