Buona la prima per Nicola: battuto il Napoli, Venezia rinasce

A cambiare è sicuramente la gestione del gioco con un Venezia che non solo si porta a casa la vittoria, ma chiude per la prima volta con un possesso palla del 30%. Il tecnico piemontese cancella con un colpo di spugna l’era Stroppa che in campo ridisegna la squadra andando a dare compattezza in difesa e più dinamismo tra i reparti

Lucia Anselmi

Bastava metterli bene? Forse sì. È questo quello che viene da chiedersi al triplice fischio del match tra Venezia e Napoli, dove la cura Nicola, somministrata in soli due giorni tra allenamento e rifinitura, ha iniziato a fare effetto portando alla prima vittoria in campionato. Non solo, il neo allenatore dei lagunari debutta segnando già un record stagionale: è la prima partita di campionato in cui la squadra non subisce neanche un gol rispetto allo score negativo di 2-3 reti subite in ognuno dei precedenti 6 match.

Gli 11 di Nicola

Il tecnico piemontese cancella con un colpo di spugna l’era Stroppa che in campo ridisegna la squadra andando a dare compattezza in difesa e più dinamismo tra i reparti. Il suo è più un 5-3-2 che talvolta diventa quasi un 5-4-1 con Yeboah che si abbassa come quarto ad andare a chiudere. Una squadra molto più stretta che si è lasciata alle spalle la marcatura a uomo tanto apprezzata in B, ma rivelatasi sanguinosissima in A, preferendo quella a zona. A cambiare è anche Moreno che nel ruolo di centrale sembra sentirsi molto più a suo agio con Juan Jesus che da poliedrico veterano della categoria si è convertito a braccetto.

Alla ricerca di flessibilità

Nei pilastri del tecnico piemontese rappresenta uno dei capisaldi che si traduce sul campo. Quando la squadra sale schiera una difesa a 4 con Haps che si abbassa, Halhal che si riadatta a terzino, Basic che si allarga a Sinistra ed Hainaut che sale a destra a dare solidità alla manovra.

Un atteggiamento che mette in difficoltà il Napoli che, invece, propone il gioco a uomo, ma fa fatica a prendere le misure ai lagunari. La prima vera occasione per i partenopei arriva solo alla mezz’ora di gioco quando sugli sviluppi di un calcio d’angolo Rrahmani sfrutta un rimpallo sapientemente respinto da Stankovic.

In attacco lavori in corso

Se nella prima frazione Adams non riesce a sfruttare o meglio a tenere nemmeno un pallone nella ripresa qualcosa di muove. Subissato dai fischi che lo fiaccano a ogni errore l’ex Siviglia si risveglia nella ripresa. Dopo un primo brivido del Napoli con Stankovic che respingendo un tiro serve sui piedi di Beukema un pallone delizioso che il numero 31 del Napoli a sua volta mette in mezzo per Giovane, troppo in ritardo per rispondere presente all’appuntamento, è il Venezia a farsi cinico e a passare in vantaggio.

Passano pochi istanti, infatti, e su una palla persa da Rrahamni arriva il lancio lungo per Adams che corre davanti alla porta, si aggiusta la sfera e segna l’1-0. Un primo gol che gli ridà morale, anche se ha ancora tanto da fare.

Stankovic dei miracoli

Dopo il gol veneziano il Napoli si accende e Allegri mette in campo Hojlund, De Bruyne e Allisson sperando in una scarica elettrica. Quello con cui non fa i conti il tecnico livornese, però, è uno Stankovic in stato di grazia. Complice una difesa che ha smesso di essere un colabrodo, vedesi il salvataggio nella ripresa di Juan Jesus che entra letteralmente in porta, l’estremo difensore del Venezia fa una partita da vero leader.

Prima para il rigore di De Bruyne, procurato da Hojlund su un ingenuità di Moreno, e poi inanella una serie di parate formidabili una dietro l’altra. Alla fine è lo stesso Adams a portarlo sotto la curva a prendersi gli applausi.

Conservativi con le big

Del retaggio del passato rimane sicuramente l’idea di scoprirsi meno con le corazzate del campionato. Se si esclude il match con il Lecce, i veneziani sono andati a riposo sullo 0-0 sia con il Milan sia con la Lazio, segno che davanti ai team più blasonati l’idea di lasciargli meno spazio era già stata innestata dalla gestione Stroppa.

Se non fosse che la durata della porta inviolata si era mantenuta tale fino al 69’, vedesi la trasferta a San Siro, ma solo sabato 17 ottobre è durata fino al termine del match. A cambiare è sicuramente la gestione del gioco con un Venezia che non solo si porta a casa la vittoria, ma chiude per la prima volta con un possesso palla del 30% segno che dall’offensività esasperata si è passati a un approccio più conservativo, ma, almeno in questo caso, vincente.

Riproduzione riservata © La Nuova Venezia