La casa del Centro nazionale biodiversità alla Palazzina Canonica a Venezia

Porte aperte da sabato 28 marzo, studenti benvenuti. Sprovieri (Ismar): «Venezia hub globale per le scienze del mare»

Costanza Francesconi
La Palazzina Canonica, futuro Biodiversity Gateway
La Palazzina Canonica, futuro Biodiversity Gateway

Si inaugura sabato mattina, 28 marzo, la sede veneziana del Centro nazionale sulla biodiversità del futuro. Si chiamerà Biodiversity Gateway e spalancherà le porte della Palazzina Canonica dell’Istituto di scienze marine del Cnr, in Riva dei Sette Martiri.

Affacciata sulla laguna, con un cortile interno, farà da ponte tra ricerca scientifica e società. Potranno accedervi cittadini, comunità locali, studenti, insegnanti, decisori politici e mondo imprenditoriale. I ragazzi delle scuole medie ed elementari del Veneto in città per visitare la Basilica di San Marco potranno, grazie a una convenzione, diventare ricercatori della biodiversità per un giorno.

Al Centro nazionale sulla biodiversità del futuro di Venezia porte aperte ai giovani

La Palazzina Canonica

Monitor giganti per un’esperienza immersive, dati scientifici, laboratori didattici e divulgazione racconteranno in questo luogo i risultati del National Biodiversity Future Center, dal Dna fino all’ecosistema della laguna. «Tutto questo sarà accessibile inizialmente un paio di volte la settimana, appena possibile tutti i giorni della settimana» racconta il direttore dell’Ismar-Cnr, Mario Sprovieri.

Il target di riferimento sono soprattutto le giovani generazioni, «il futuro». «La città di Venezia avrà un altro piccolo gioiello su cui costruire un’attrattività culturalmente interessata», incalza Sprovieri.

La sede di Venezia del Biodiversity Gateway si inserisce in una rete nazionale: insieme alla sede di Palermo e ai nodi territoriali di Roma, Napoli, Lecce e Fano costituisce un sistema integrato di accesso e condivisione della conoscenza sulla biodiversità italiana. Sabato pomeriggio la Palazzina Canonica il pubblico potrà partecipare alle visite guidate registrandosi sulla piattaforma Eventbrite oppure direttamente sul posto.

Il centro nazionale finanziato nell’ambito del Pnrr con fondi NextGenerationEU e dedicato alla ricerca, alla conservazione e alla valorizzazione della biodiversità italiana. «Per conoscerla e per capire come sfruttarla proteggendola», insiste Sprovieri, sottolineando la rilevanza degli studi in materia, e il ruolo di Venezia come hub globale per le scienze del mare. «Gli ultimi dieci brevetti antitumorali sono stati realizzati sulla base di molecole estratte da organismi marini», dice.

In questa cornice, una parte della Palazzina Canonica, oggi chiusa, verrà restaurata. Il progetto di ristrutturazione ammonta complessivamente a 20 milioni di euro, è stato consegnato il progetto esecutivo, l’apertura integrale della sede è stimata a fine 2028.

Il symposium internazionale

La nascita del Biodiversity Gateway chiude il symposium internazionale “Transformative Ocean Science” cominciato mercoledì 25 marzo all’Arsenale, organizzato da Cnr-Ismar e Arsenale della Marina Militare. «È la prima edizione», racconta Sprovieri, «avrà cadenza biennale e ambisce a diventare un punto di riferimento per la comunità oceanografica globale, favorendo un dialogo strutturato tra scienza, politica e società».

I primi tre giorni ospitano in città circa cento ricercatori da diverse parti d’Europa e Stati Uniti. Venerdì, attesi 400 ospiti tra cui decisori di alto profilo, «per ascoltare a Venezia che cosa la ricerca ha da dire, e capire così come costruire al meglio le strategie per gli oceani del futuro».

Un appuntamento di altissimo valore scientifico, lanciato in un luogo e in un momento non casuali. Il symposium mette radici a Venezia adesso, perché la Commissione Europea è in un momento di grande riflessione sul tema. «Dopo il Patto europeo degli oceani», ricorda Sprovier, «un paio di settimane fa è stata promossa dall’Ue l’iniziativa Ocean Eye, “occhio” che acquisirà integralmente dati sugli oceani, per conoscerne e comprenderne i fenomeni, per tutelarne, usandole al meglio, le risorse».

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