Scontro sul museo di Mestre, Martella: «Aperto in due anni»
Storici e appassionati ne chiedono la riapertura da decenni. L’assessore De Martin: «Una promessa da marinaio»

«Entro due anni dall’insediamento della mia amministrazione inaugureremo il Museo di Mestre e del territorio di terraferma». Lo ha annuncia Andrea Martella, candidato sindaco per il centrosinistra. Ma l’annuncio scatena subito lo scontro con il centrodestra. Si litiga sul museo sulla storia di Mestre, quello che da decenni chiedono gli storici e appassionati di storia mestrina. Per dare degna collocazione, anche, alla collezione di reperti dello storico e artista Urbani De Gheltof, da anni in un magazzino del Comune, chiuso a tutti.
Martella afferma: «Il museo lo si attende da moltissimo tempo: da quando, a metà del secolo scorso, la vecchia Mestre, un esempio moderno di città cresciuta in buon equilibrio, con strutture, funzioni e servizi moderni, è stata distrutta da uno sviluppo urbano senza regole. Che ne ha stravolto gli assetti e cancellato in gran parte il paesaggio urbano storico. Rimuovendo una storia che si spinge fino all’età romana, e anzi fino a prima di quella, a prima di Venezia, attraversando poi il Medioevo e l’Ottocento».
Il Museo di Mestre, dice Martella, «è, per noi, una priorità, dopo decenni di attesa. Un Museo che abbia un luogo centrale, dove raccogliere segni, reperti e documenti storici e archeologici ora sparsi in depositi o in altri luoghi, insieme a mappe e ricostruzioni multimediali della vicenda storica. E al suo fianco una rete di luoghi storicamente e archeologicamente significativi presenti nel territorio. Una sorta di museo diffuso collegato alla sede centrale in un reciproco rinvio di informazioni e approfondimenti».
La sede? Prima scelta l’ex scuola De Amicis, in via di restauro. Martella promette la scelta finale della sede, la progettazione e mappatura in tre mesi. «Ora è il momento di superare i ritardi e restituire a Mestre e al suo territorio la propria storia intera».
A ribattere a muso duro per il centrodestra che candida Simone Venturini ci pensa Massimiliano De Martin, assessore e candidato. «La promessa di Martella sul Museo di Mestre arriva all’ultimo giorno utile della campagna elettorale e ha tutto il sapore della classica promessa da marinaio: bella, ma senza coperture, senza progetto, senza tempi reali e senza una strada amministrativa concreta».
De Martin continua: «Mestre non ha bisogno di un museo usato come slogan elettorale. Ha bisogno di un progetto serio come il nostro, capace di raccontare non solo la storia urbana della terraferma, ma anche il suo ruolo nella storia veneziana e veneta». De Martin rivendica per Mestre «un racconto moderno, identitario, accessibile e interattivo, capace di spiegare in modo coinvolgente, anche alle scuole del nostro territorio, la grande storia dello Stato da Tera della Repubblica di Venezia. Non un’operazione nostalgica, ma una sorgente da cui attingere nuove energie per il futuro della città».
E rivendica il lavoro fatto dalla amministrazione Brugnaro ricordando che ha portato da 11 a 14 gli spazi museali e culturali investendo sul Museo del contemporaneo al Candiani o sul Palaplip di Carpenedo. «La De Amicis l’abbiamo recuperata mettendo noi le risorse, per loro era rimasto uno stabile abbandonato in centro a Mestre, così come il recupero di Forte Marghera prima assegnato agli amici degli amici».
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