Zaia apre alle Pussy Riot: «Alla Biennale spazio per tutte le idee»

Luca Zaia conferma il contatto con Nadežda Tolokonnikova dopo la lettera aperta sulla presenza della Russia alla Biennale di Venezia: «Pronto al dialogo con Buttafuoco»

Un concerto delle Pussy Riot
Un concerto delle Pussy Riot

Il presidente del Consiglio regionale del Veneto Luca Zaia tende la mano alle Pussy Riot, e in particolare alla leader Nadežda Tolokonnikova, tra le firmatarie di una lettera aperta al presidente della Biennale Pierangelo Buttafuoco in cui si chiede conto della presenza della Russia alla kermesse veneziana e si ricordano gli artisti reclusi o morti in carcere nella Russia di Putin.

Lettera aperta di artisti e docenti alla Biennale: «Il dissenso non è un cocktail»
Un frame del video postato dalla Biennale con i lavori di allestimento

«Sono stato contattato da Nadya tramite social», ha dichiarato Zaia all'ANSA. «Penso che ognuno abbia democraticamente diritto a esprimere le proprie posizioni e sono convinto che durante la Biennale ci possa essere spazio per rendere note le loro idee».

Il presidente ha confermato la propria disponibilità al dialogo e si è detto pronto a parlarne con Buttafuoco.

Chi sono le Pussy Riot

Tolokonnikova, femminista e apertamente anti-putiniana, già detenuta politica nel 2012 dopo la celebre «preghiera punk» nella Cattedrale di Cristo Salvatore a Mosca, ricopre oggi il ruolo di esperta sulla pace presso il Consiglio d'Europa, dove si occupa di soft power russo e guerra ibrida condotta attraverso la cultura. 

La cantante non ha nascosto l'intenzione di fare irruzione alla Biennale, ma ha anche avanzato una richiesta formale al presidente dell'ente: ampliare il programma «Il dissenso e la pace» aprendolo a chi è realmente perseguitato per le proprie idee.

«Le chiediamo di essere coerente con le sue dichiarazioni», ha scritto, ricordando a Buttafuoco le sue stesse parole sull'apertura della Biennale a tutte le voci.

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