Zaia presenta il vademecum per i rimborsi dell'alluvione

Ogni famiglia riceverà il manuale: per i danni fino a 30 mila euro basta l'autocertificazione
VENEZIA. Tutte le famiglie e le imprese danneggiate dall'alluvione del primo novembre riceveranno a giorni una guida per districarsi nel labirinto della burocrazia dei rimborsi. Lo ha annunciato oggi a Mestre il presidente della giunta regionale del Veneto, Luca Zaia, che in qualità di commissario per l'emergenza realizzerà il vademecum sulle fondamenta dell'ordinanza 3.906 firmata il 13 novembre dal presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. Il documento, oltre a conferire al governatore l'incarico di gestore della rinascita, conferma lo stanziamento di 300 milioni di euro per il Veneto.


''Leggete bene - ha sottolineato Zaia rivolto ai giornalisti che ha ringraziato "perché senza il vostro lavoro l'alluvione per l'Italia non sarebbe mai esistita" - i soldi ci sono e nessuno ce li può togliere, nemmeno se salta il governo. Semmai in questo caso potremmo avere qualche problema con il Cipe, ma ci penseremo. E' il primo passo per affrontare quella miliardata di danni che abbiamo avuto''.


Il Veneto ha ora 45 giorni di tempo per elencare le ferite e su queste lo stesso commissario annuncia inflessibilità. ''Vedo lievitare la lista di richieste di Comuni che apparentemente non sono state toccati dall'acqua. Misteri. Valuteremo tutti i casi. Garantisco tempi celeri, ma ci vorrà un po' di pazienza''.


Zaia, che svolgerà il ruolo commissariale senza percepire compensi (''lo faccio volontariamente per il bene dei miei veneti'') aprirà un conto corrente dedicato ai rimborsi non appena la sua nomina apparirà sulla Gazzetta Ufficiale. ''Fino a 30 mila euro di danni basterà un'autocertificazione - ha spiegato ancora il presidente - per somme superiori servirà una perizia giurata. In ogni caso partiranno comunque le

verifiche''.


Il primo stanziamento governativo di 300 milioni per l'alluvione in Veneto, ha insistito il governatore ''sarà impegnato principalmente per le famiglie alluvionate quelle minacciate da frane causate dalla pioggia e per le imprese''. E ha quindi chiarito che ''esistono tre fronti di intervento: il danno diretto subito dai cittadini, il ripristino delle opere idrauliche danneggiate, le grandi opere per mettere in sicurezza il territorio. Queste ultime dovrebbero rientrare nei fondi Cipe: c'è un impegno in tal senso anche del presidente del consiglio''.


Zaia ha ammesso che uno degli ultimi problemi affiorati dalla catastrofe è rappresentato dallo smaltimento del numero di detriti portati al mare dalle piene. ''Se dovessimo smarirli come rifiuti speciali - dice il commissario - sarebbe un guaio.

Purtroppo è uno dei classici temi che possono innescare un avviso di garanzia. Giustamente i Comuni rivieraschi sono pronti a smaltire i detriti, composti in gran parte di legna ma non sanno come muoversi''.


Sulla realizzazione della lista delle necessita Zaia si affida infine ''alla collaborazione di quelle persone eccezionali che sono i sindaci, autentiche vedette sul territorio. Hanno l'interesse prioritario a dare risposte ai cittadini''.

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