Omicidio a Padova, Marco Cossi ucciso con almeno quindici coltellate

Cossi, 48 anni, originario di Latisana e residente a Selvazzano, non aveva precedenti, nessuna segnalazione alle forze dell'ordine che lo riguardassero. Lavorava in una ditta che opera nel settore della logistica a Padova

Alice Ferretti
Il luogo in cui è stato ritrovato il corpo
Il luogo in cui è stato ritrovato il corpo

Notte di sangue in via Isonzo a Padova tra il 19 e il 20 aprile. Un uomo di 48 anni, Marco Cossi, originario di Latisana, ma residente da anni a Selvazzano, in provincia di Padova ha perso la vita dopo essere stato colpito con un’arma da taglio.

Non è ancora chiaro a che ora sia avvenuta l’aggressione né quante persone siano coinvolte.

L’uomo è stato ucciso con almeno una quindicina di coltellate, questa notte, lungo una strada sterrata di Padova.

Non è stata una rapina: addosso aveva i documenti, il portafogli e il telefonino. Ed è sul cellullare che la Squadra Mobile spera di trovare qualche traccia che possa, in qualche modo, fornire degli elementi utili a risolvere il caso e a ricostruire le ultime sue ore.

Cossi non aveva precedenti, nessuna segnalazione alle forze dell'ordine che lo riguardassero. Lavorava in una ditta operante nel settore della logistica a Padova.

Da un paio di anni viveva con la madre a Brusegana (Padova) dove si era trasferito da Noale (Venezia) dopo essersi separato dalla moglie con la quale si era stabilito lasciando Latisana (Udine).

Il suo è stato un omicidio efferato, colpito con violenza con un coltello al torace, all'addome, ai fianchi, al collo e sul volto.

Per gli investigatori potrebbe essersi trattato di un'uccisione d'impeto, di rabbia forse da qualcuno che era in sua compagnia o che ha incontrato nel luogo dove ha perso la vita.

L'arma non è stata ancora trovata e non si esclude che possa essere stata gettata nel fiume Bacchiglione che scorre lungo la strada o nei campi adiacenti.

Non distante dal cadavere è stata trovata l'auto di Cossi, una Golf di colore grigio, con le portiere aperte e la chiave ancora inserita nel blocchetto d'accensione.

La polizia, nel frattempo, ha sentito amici e conoscenti della vittima, soprattutto la madre con la quale aveva cenato prima di uscire di casa senza dire dove fosse diretto.

L'uomo non è morto subito. Pur ferito gravemente è riuscito ad attirare l'attenzione, sbracciandosi, di una coppia di ragazzi che stavano transitando per la strada in moto e che si sono fermati vedendolo in difficoltà.

Hanno chiamato i soccorsi, ma Cossi si è accasciato, morendo dissanguato prima che arrivasse il 118 e la polizia.

 

L’allarme e i soccorsi

L’allarme è scattato poco prima della mezzanotte, quando alcuni passanti hanno contattato il 113 segnalando una persona in difficoltà nella zona di via Isonzo. Gli agenti intervenuti hanno trovato l’uomo in condizioni critiche, con gravi ferite.

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Sul posto sono così arrivati i sanitari del 118, che hanno tentato a lungo di rianimarlo, senza riuscirci a causa delle lesioni riportate.

La Procura di Padova è stata subito informata: il pubblico ministero di turno, insieme alla Squadra Mobile e alla Polizia Scientifica, ha avviato le indagini per chiarire la dinamica dell’accaduto e individuare i responsabili. 

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La vittima del delitto in via dei Colli a Padova, Marco Cossi

Nelle ore successive al ritrovamento del corpo è intervenuto sul posto anche il medico legale che ha riscontrato numerose ferite da punta e taglio inferte nell'area toracico addominale, al collo e al volto.

 

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Dai primi riscontri effettuati dagli agenti della Squadra Mobile, si tende ad escludere l’ipotesi di una rapina finita male in quanto Marco Cossi è stato trovato in possesso del proprio portafogli con i propri effetti personali.

Le ultime ore di vita

Gli investigatori stanno lavorando alla ricostruzione della cosiddetta “vittimologia”, analizzando le ultime ore di vita dell’uomo e il suo contesto relazionale.

Marco Cossi, originario del Friuli ma residente in Veneto da alcuni anni, risulta incensurato e mai segnalato nelle banche dati delle forze dell’ordine.

Viveva con l’anziana madre e aveva un impiego stabile come dipendente in un’azienda del settore logistico attiva in città.

 

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