Tav Vicenza-Padova, firmato il protocollo anti-mafie: controlli sui subappalti

Il protocollo contro le infiltrazioni firmato in Prefettura a Padova: si faranno verifiche sui subcontraenti e sui flussi di manodopera. Obiettivo primario: evitare le influenze della criminalità organizzata 

Blindare i cantieri della Tav tra Vicenza e Padova per impedire che la criminalità organizzata possa infiltrarsi in una una delle opere pubbliche maggiormente strategiche del Paese. Con questo obiettivo è stato ufficialmente siglato ieri, 22 aprile 2026, il Protocollo di Legalità per il 3° Lotto Funzionale Vicenza-Padova. La firma, avvenuta in un clima di stretta collaborazione istituzionale, ha visto protagonisti la Prefettura di Padova e quella di Vicenza, insieme a Rete Ferroviaria Italiana (Rfi) e al General Contractor Iricav Due.

Trasparenza totale: dai colossi ai subappalti

L’accordo non è una semplice formalità burocratica, ma introduce un sistema di "tolleranza zero" contro ogni tentativo di condizionamento criminale. La vera novità risiede nell'estensione degli obblighi: le verifiche antimafia non riguarderanno solo i grandi aggiudicatari, ma verranno applicate a cascata su tutti i subcontraenti, indipendentemente dall'oggetto o dal valore economico della prestazione. In sostanza, ogni singola azienda che metterà piede nel cantiere del tratto padovano dovrà passare sotto la lente d’ingrandimento delle autorità.

Per rendere efficace questo controllo, il Protocollo prevede la creazione di una banca dati dedicata. Questo strumento permetterà il monitoraggio in tempo reale non solo degli operatori economici, ma anche dei flussi finanziari e delle condizioni di sicurezza sul lavoro, creando una tracciabilità totale di ogni euro investito nell'infrastruttura.

Il controllo della manodopera

Un altro pilastro fondamentale dell'intesa riguarda la tutela della dignità del lavoro e la prevenzione di interferenze illecite. Presso le Prefetture saranno istituiti organismi permanenti di vigilanza, tra cui una Cabina di regia e un Tavolo di monitoraggio dei flussi di manodopera. Quest’ultimo, coordinato dal Gruppo Interforze, vedrà la partecipazione attiva degli Ispettorati territoriali del lavoro e delle sigle sindacali di categoria (Fillea Cgil, Filca Cisl e Feneal Uil), già firmatarie dell'accordo.

Una strategia di "Alta Sorveglianza"

L’intervento per il tratto Vicenza-Padova non è isolato, ma si inserisce in una strategia di continuità che ha già interessato i primi due lotti della linea. Il sistema rientra nel quadro dell'Alta Sorveglianza coordinato dal comitato Ccasiip del Ministero dell'Interno, istituito nel febbraio 2025. L’obiettivo è chiaro: garantire che la grande opera dell'Alta Velocità sia non solo un volano di sviluppo per il territorio padovano, ma anche un esempio di integrità. Con clausole risolutive automatiche in caso di violazioni.

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