Stefani va a Roma per formare la nuova giunta con Meloni
Tra i Fratelli d’Italia Mantovan e Bond sono i nomi più sicuri, Zecchinato e Villanova in pole tra i leghisti, in dubbio De Berti. Venerdì 5 e sabato 6 dicembre la Lega in piazza per ringraziare gli elettori: c’è chi la interpreta come una mossa verso le amministrative

Scenderà a Roma la prossima settimana – il giorno non è ancora stato deciso. E lì incontrerà direttamente la premier Giorgia Meloni, per individuare insieme i nomi degli assessori che comporranno la prossima giunta regionale.
Doppia firma per la giunta
La nuova architettura della politica veneta porterà dunque la doppia firma del neogovernatore e della presidente del Consiglio. La base, la suddivisione dei ruoli decisa ancora in fase di trattative: cinque assessori a Fratelli d’Italia, quattro alla Lega e uno a Forza Italia.
Nessun ripensamento alla luce dei risultati elettorali. Non, almeno, ufficialmente. Anche se l’intenzione dei leghisti sarebbe comunque quella di “castigare” i compagni di coalizione, riempiendo alcune caselle con nomi civici: certo, “di area”, ma privi della tessera con la fiamma tricolore.
L’arrembaggio sarà allora per le amministrative, a partire da Venezia.
E infatti per questo, venerdì scorso, il commissario della campagna elettorale leghista Nicola Finco ha inviato una comunicazione a tutti i segretari di sezione, sollecitandoli a prenotare gli spazi nelle piazze delle rispettive città, per un’ulteriore gazebata, in programma venerdì 5 e sabato 6 dicembre, dal titolo eloquente: Grazie veneti. «Prova di forza – c’è chi suggerisce – per dimostrare ai Fratelli che siamo tornati».
Anche per questo è meglio non tirare troppo la corda, nella composizione della nuova giunta.
Chi ci sarà in giunta
Intanto, starà dunque alla premier, la prossima settimana, presentare a Stefani una rosa di nomi ai quali attingere, per la composizione dell’esecutivo. Pochi i dubbi sulla presenza di Dario Bond, probabilmente all’Agricoltura, e Valeria Mantovan, che dovrebbe essere confermata al Lavoro e all’Istruzione. Probabile anche la promozione di Filippo Giacinti: il più votato tra i Fratelli d’Italia. L’alternativa, per lui, è il vertice del Consiglio regionale; ma verso il ruolo sembra essere indirizzato di gran carriera Luca Zaia, pur se con un incarico ad interim, in attesa di un’alternativa più gustosa.
Gli altri nomi in corsa sono quelli del capogruppo uscente Lucas Pavanetto e del coordinatore trevigiano Claudio Borgia: ipotesi per cui spinge De Carlo, poiché porterebbe all’ingresso in Aula di Marco Della Pietra. Poi, l’ex sindaco di Vicenza, Francesco Rucco; infine, Verona: Diego Ruzza o un esterno, come Massimo Giorgetti.
«Ci sto lavorando» ha assicurato sabato 29 novembre Stefani a Job&Orienta, a Verona, «Sarà una giunta di qualità, persone che vengono dal mondo dell’amministrazione locale e che sanno cosa significa assumersi delle responsabilità. Persone competenti ed esperte nei differenti settori. E soprattutto persone che risponderanno ai territori».
In casa Lega, i nomi più accreditati sono quelli di Alberto Villanova, pur rimasto fuori dal Consiglio regionale, al Sociale, e di Marco Zecchinato, spendibile anche come capogruppo. In dubbio la conferma di Francesco Calzavara. Mentre si lavora per un nuovo mandato per Elisa De Berti: se non dovesse essere possibile, resta il ruolo da sottosegretaria alla presidenza. Decideranno i Fratelli. In realtà, deciderà Meloni. —
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